Non solo film

Bud Spencer: nel libro della figlia Cristiana i ricordi di una vita smisurata

Qualche giorno fa mio padre mi ha detto che a Budapest hanno eretto una statua in onore di Bud Spencer. Ne avevo sentito parlare e ne ho avuto la conferma leggendo il libro ‘Bud. Un gigante per papà’ di Cristiana Pedersoli, la figlia dell’attore di origini partenopee.

Mio padre, a differenza mia, non è un grande appassionato di Cinema eppure quell’omone, con la barba lunga – che coi grandi pugni tirava cazzotti stendendo al tappeto gli antagonisti – resta nel suo immaginario e nei ricordi di una bambina con le trecce bionde che rideva a crepapelle, guardando i film del duo di attori più celebre della TV italiana, e che si faceva ammaliare dagli occhi di ghiaccio di Terence Hill. Bud, al contrario, aveva occhi stretti in due piccole fessure. Io e mia madre non ci capacitavamo come riuscisse a vedere e, infatti, Cristiana nel suo libro svela un particolare che io non conoscevo: Carlo Pedersoli (in arte Bud Spencer), stringeva gli occhi, perché era affetto da miopia che poi è peggiorata negli anni tanto che nessuna lente è riuscita più a correggerla.

Bud Spencer, il libro della figlia Cristiana. Recensione

La figlia di Bud Spencer in questo libro, lungo 157 pagine, edito da Giunti, rivela molti aneddoti sulla vita di un uomo che diceva di non essere un attore forse perché sul set era proprio come nel quotidiano. Amava volare e questo era noto, amava il mare e anche questo era risaputo ma che fosse stato in Sudamerica con gli sciamani e avesse avuto un’esperienza mistica, che gli cambiò l’approccio agli eventi, mi ha stupita. Come mi hanno colpito molte vicende che lo riguardano e che la sua secondogenita narra facendo crescere in me il desiderio di provare a vivere, almeno un po’, alla maniera di Bud Spencer.

‘Bud. Un gigante per papà’ non è una biografia, è altresì un libro intimo e personale che esiste grazie ai ricordi di Cristiana, che nel corso del tempo non ha mai cambiato idea sul padre, il quale è rimasto sempre fedele ai suoi valori.

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Bud, ma che cos’è per te la felicità?

Bud Spencer ha avuto un’esistenza piena e non ha mai esitato ad ammetterlo, al contrario di certe persone che hanno il terrore di provare la felicità e di condividerla. A tal proposito in un’intervista che Cristiana gli ha fatto prima di morire (la trovate nel libro) l’attore dice: «La felicità, innanzitutto, non è un fine: è un mezzo con il quale condurre la propria vita. Capito questo, è dietro l’angolo. In concreto, per me sono felici quegli attimi in cui riusciamo a realizzare ciò che ci piace fare. Nel mio caso per esempio quando volo».

Infatti, l’esperienza più significativa della sua vita è rimasta la transvolata oceanica con l’aereo King Air 90 della Beechcraft Corporation, perché volare gli dava «un senso di libertà» e vedere il mondo attraverso le nuvole «una pace immensa».

E… poi nel libro Cristiana scrive naturalmente dei film, della passione per il cibo, proponendo alcune ricette molto amate da Bud, dell’amore per la moglie Maria, da cui sono nati tre figli, e della carriera sportiva (è stato nuotatore olimpionico e pallanuotista). Nel volume ci sono inoltre alcune fotografie dei momenti più salienti della vita di Bud Spencer e una piccola biografia in appendice.

Bud. Un gigante per papà. Trovi il libro qui

Nel complesso il libro è di facile lettura e, per quanto mi riguarda, trasmette un senso di profonda nostalgia e di gratitudine non solo per i film ma anche per il messaggio che ci ha lasciato. (Maria Ianniciello)

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione.

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