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Bud Spencer, i film e quella dolce nostalgia

La morte di Bud Spencer? Certe notizie ti toccano il cuore più di altre, forse perché le persone che ne sono protagoniste sono associate a momenti belli e lontani. Bud Spencer era uno degli attori più amati del cinema italiano. Conosciuto e apprezzato in tutto il mondo per i suoi numerosi film, molti in coppia con Terence Hill, è stato anche un campione del nuoto e un appassionato di musica. Allo sport aveva dedicato gran parte della sua vita; era un avventuriero Bud Spencer e amava soprattutto sperimentare eccellendo in tutto ciò che faceva perché ci metteva veramente tanto impegno. «Dopotutto ho fatto ciò che volevo», disse tempo fa. Negli ultimi anni quando ormai non compariva più sul grande schermo, si era dedicato anche all’aviazione. Accennavamo, prima, allo sport che è rievocato con una vena nostalgica in alcuni dei suoi film. In Lo chiamavano Bulldozer è un ex campione di football americano che allena un gruppo di ragazzi per gareggiare contro una squadra di Marines in libera uscita. Molto più incisivo, almeno secondo il mio punto di vista, e sicuramente indimenticabile è Bomber. Diretto da Michele Lupo, uscì nel 1982 e si occupava, mantenendo una vena antiamericana, di Boxe. Bomber è, difatti, un grande campione della Boxe, la disciplina che il personaggio principale aveva lasciato in seguito a un’amara sconfitta. Anni dopo, si ritrova ad allenare un nuovo potenziale talento salvandolo da cattive amicizie e portandolo sul ring. Straordinarie le battute di Jerry Calà. Molte sono le opere nelle quali vediamo l’attore partenopeo recitare da solo sempre con dedizione e ottimi risultati.

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Ma i film più belli e più famosi di Bud Spencer sono quelli con Terence Hill. Le pellicole della coppia sono tante ed è impossibile elencarle tutte. Collocate nel filone comico degli spaghetti western, le prime commedie ebbero successo in tutto il mondo, giacché erano una sorta di parodia del cinema western, il cui capostipite nel nostro Paese fu certamente Sergio Leone che fece diventare Clint Eastwood una star internazionale. Bud Spencer e Terence Hill cominciarono il loro lungo sodalizio nel 1967 con Dio perdona… io no. La pellicola fece due miliardi d’incasso e cambiò per sempre il volto degli spaghetti western. Seguirono poi altre commedie dello stesso genere come per esempio I Quattro dell’Ave Maria, La Collina degli Stivali, Lo chiamavano Trinità e Continuavano a chiamarlo Trinità.

Finito il periodo degli spaghetti western, nel corso del quale erano stati inseriti nei lungometraggi elementi estranei al filone, Bud Spencer con Terence Hill girò altri film, tutti di successo, dal divertente Altrimenti ci arrabbiamo a Chi trova un amico trova un tesoro, da Io sto con gli ippopotami ai Due super piedi quasi piatti, da Pari e dispari a Nati con la camicia, da Non c’è due senza quattro a Miami Supercops – I poliziotti dell’8ª strada, con il quale nel 1985 si concluse un rapporto durato oltre vent’anni (ritorneranno sul set nel 1994 ma con scarso successo). Bud Spencer fece pochi altri film dopo quell’anno ma la sua immagine resta oggi un’icona della settima arte. I messaggi di cordoglio arrivati dal mondo dello spettacolo e dello sport e i commenti dei suoi fans sono la prova di un talento unico. Le sue fattezze e il suo sguardo da bonaccione, talvolta annoiato, sono impresse nell’immaginario di più generazioni. Io stessa ho un ricordo dolce di un’infanzia resa unica da quelle piccole gocce di felicità somministrate quando con la mia famiglia d’origine, a tavola, si rideva a crepapelle per quelle tante scazzottate e l’iconica gestualità dell’attore napoletano che sapeva divertire in modo semplice, senza sforzo. Bud Spender è morto il 27 giugno a Roma. Aveva ottantasei anni. Un’ultima e doverosa nota: l’attore era doppiato da Glauco Onorato (deceduto nel 2009), perché all’epoca si usava doppiare anche opere italiane. Riposa in Pace Bud. Rivivrai nei tuoi numerosi film.

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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