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Libri: recensioni & interviste

Walter Veltroni, ‘Odiare l’odio’: recensione del libro

Quando pensiamo a Walter Veltroni, ci viene in mente soprattutto il politico e l’ex segretario del Partito Democratico ma dimentichiamo che Veltroni è anche un saggista, uno scrittore, un giornalista e un regista. Il suo nuovo libro, per esempio, ‘Odiare l’odio. Dalle grandi persecuzioni del Novecento alla violenza sui social: le conseguenze tragiche di una malattia del nostro tempo’ (Rizzoli) è arrivato nella mia biblioteca virtuale di Audible in un giorno non uguale a tutti gli altri e non solo perché sono in quarantena. Stamattina ho molto riflettuto, infatti, sulla violenza verbale e sul clima di odio che si respira sui social network, in particolare su Facebook. Il libro di Veltroni è giunto dunque a pennello non solo perché mi ha ampliato le vedute ma anche perché mi ha dato delle risposte facendomi porre nuove domande. E questo è il suo primo merito. Ce n’è un altro e ve lo mostrerò strada facendo.

Walter Veltroni Odiare l'Odio

‘Odiare l’odio’ di Walter Valtroni: recensione del libro

Odiare l’odio di Walter Veltroni è un libro snello ma ricco di spunti interessanti; si legge o si ascolta in poco più di un’ora ed è indicato per quelle persone che amano pensare con la loro testa, perché l’autore riesce a scongiurare il rischio di risultare fazioso, stimolando di continuo il lettore a prescindere dalla corrente politica di appartenenza.

E` chiaro che il tema più caro a Veltroni sia l’immigrazione ed è lapalissiano che la sua ricetta sia quella dell’accoglienza ma non temete! Veltroni non fa propaganda, anzi ci invita ad ampliare lo sguardo.

L’odio sui social e la decrescita infelice

L’odio – dice Veltroni – è un sentimento che si collega al fegato ed è tangibile sul web, sui social in particolare. Sono stati bersaglio di questa rabbia distruttiva personalità come Laura Boldrini, Serena Williams, Nadia Toffa, Lamberto Sposini, Emma Marrone, Vanessa Incontrada. Solo per citarne alcuni. Veltroni definisce i denigratori ‘belve da tastiera’ che si nutrono di fake news, le quali alimentano a loro volta la violenza fisica e verbale.  

Ma cosa innesca questo clima d’odio?

Ma cosa innesca questo clima d’odio? Per Walter Veltroni, è la decrescita che è illustrata Censis, il quale mostra una fotografia molto dettagliata del nostro Paese. Le problematiche italiane, nonostante siano diverse, hanno una radice comune. Veltroni parla del vistoso calo demografico, dell’invecchiamento della popolazione, di una spesa sociale concentrata sulla vecchiaia, di una trasformazione del lavoro, che – riducendosi – si fa più precario, e soprattutto di un Paese che ha smesso di crescere. I dati sono allarmanti.

Secondo il Censis, difatti, il tasso di natalità italiana del 2018 è del 7,3 per cento. Significa che in Italia nascono 7,3 bambini ogni mille abitanti. Mentre in Francia ne sono nati 11,3 e nel Regno Unito 11. Nel 2018 la quota degli ultra sessantacinquenni sul totale della popolazione italiana era del 22,6 per cento mentre in Francia si fermava al 19,7 e nel Regno Unito al 18,2. La quota dei bambini fino ai 14 anni è da noi del 13,4 per cento, un dato che è poco più della metà degli over sessantacinque. La quota che viene destinata alla vecchiaia è – con Grecia, Portogallo e Romania – la più alta del continente (48,8 per cento). A livello europeo, poi, si assiste ad un altro fenomeno: l’Europa ha perso la propria centralità in un mondo globalizzato. Secondo Walter Veltroni, alzare i muri è dunque nocivo perché le barriere innescano un clima di odio e di violenza. La Democrazia, sempre per Veltroni, sta diventando autoritaria perché la popolazione, avvertendo questo forte senso di precarietà, chiede a gran voce il modello dell’uomo forte.

Trovi il libro di Veltroni qui

La ricetta di Veltroni…

Odiare l’odio di Walter Veltroni è un libro che ha un secondo merito ed è quello di dare una ricetta preziosa. Per l’autore, è necessario acuire la propria capacità di critica, senza essere apocalittici né integrati. Il limite di questo libro? Si legge in un batter d’occhio. Avrei voluto questa esperienza durasse di più e avrei gradito che qualche concetto venisse approfondito maggiormente. Per il resto, ve lo consiglio. Vi aiuterà a pensare! Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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