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Mostre, a Monza Amore e Psiche: un mito senza tempo

Eros dormiente età imperiale Musei Capitolini, Palazzo Clementino, Roma
Eros dormiente età imperiale Musei Capitolini, Palazzo Clementino, Roma

Il mito di “Amore e Psiche” rivive a Monza, nella Villa Reale, con la mostra “Amore e psiche. La favola dell’anima”, già allestita a Mantova, dove ha riscosso grande partecipazione di pubblico.

La location dell’esposizione, che si è aperta lo scorso 23 gennaio 2014 e si chiuderà il prossimo 4 maggio, è la splendida Rotonda dell’Appiani, un simbolo di Monza. In questo luogo infatti Andrea Appiani nel 1721 dipinse alcuni affreschi, nei quali si ripercorrono i vari episodi della favola di Amore e Psiche. Un contesto, dunque, ideale per una mostra che riporta in vita una travolgente storia d’amore, tramandata ai posteri da Apuleio nella favola “L’asino d’oro”, ma le cui radici si disperdono nei tempi. Il percorso racconta il mito mediante grandi capolavori di rinomati artisti, come Tiepolo, Tintoretto, Auguste Rodin e Salvator Dalì, e reperti della Magna Grecia e del periodo imperiale romano, concessi per l’occasione da vari musei italiani. Il percorso è un viaggio catartico, che coinvolge l’uomo e la donna, i quali prima di acquisire consapevolezza vivono nelle tenebre ma poi, grazie all’itinerario di scoperta, conoscono se stessi e quindi riescono ad abbracciare il divino in maniera autentica.

Candlelight Master Psiche scopre Amore olio su tela XVII secolo Pinacoteca Civica, Teramo
Candlelight Master Psiche scopre Amore olio su tela XVII secolo Pinacoteca Civica, Teramo

Le sezioni  e la storia di Amore e Psiche – Un percorso dell’anima, dunque, che si apre con il tema della bellezza. In esposizione la  Venere di Jacopo Palma il Vecchio e quella di Tamara de Lempicka. Afrodite, nata dall’Oceano, dove tutto è caos, incarna le passioni primordiali dell’umanità. Arrabbiata perché una terrestre le sta togliendo lo scettro di più bella tra le belle, la divinità ordina al figlio Eros di uccidere Psiche, ma quest’ultimo si punge con la sua stessa freccia e si innamora della donna.

Afrodite Sosandra, marmo copia romana del II secolo d.C su busto rinascimentale, Museo Archeologico Nazionale, Venezia
Afrodite Sosandra, marmo copia romana del II secolo d.C su busto rinascimentale, Museo Archeologico Nazionale, Venezia

La seconda sezione affronta la tematica dell’iniziazione femminile con la Danaide di Auguste Rodin. Siamo nella fase in cui Psiche viene condotta dai genitori su una rupe, dove dovrà affrontare il suo destino di donna. Qui, secondo la profezia, lei dovrà sposarsi con un mostro. La fanciulla, quindi, si separa dalla famiglia di origine prima che un mostro, un uomo o un drago la inghiottisca per farne una donna. Nella terza sezione passione e consapevolezza prendono vita con gli Amanti di Giacomo Manzù e Space Venus di Salvator Dalì. In questo momento Eros fa rapire  la bellissima amata. L’anima di lei non vede, perché è ancora nelle tenebre. La fanciulla vive nel palazzo del Dio dell’Amore ma la passione tra i due si consuma solo di notte e lei non riesce a vedere il volto dell’amato. Nella quarta sezione possiamo ammirare “Psiche scopre Amore” di Candlelight Master. Psiche, istigata dalle sorelle invidiose, decide di uccidere Eros, ma mentre lei sta per vedere le sembianze dell’amato una goccia di cera finisce sul suo corpo e il Dio scappa. Psiche perde l’Amore.

Nella sezione successiva si vedono il “Concetto Spaziale” di Lucio Fontana e “Tappeto natura Eucalyptus e fichi, poliuretano espanso” di Piero Gilardi. Siamo nella fase in cui Psiche si consegna ad Afrodite. La donna è nella più cupa disperazione, ma Pan, il dio dell’esistenza natura, le consiglia un percorso di iniziazione. Nella tappa seguente, mediante l’Afrodite Sosandra del II secolo d.C., il visitatore potrà rivivere le prove affrontate da Psiche per riprendersi il suo Amore fino ad arrivare al Regno di Persefone, con l’opera “Pinax con offerta della palla a Persefone”, proveniente dal Museo Archologico Nazionale di Reggio Calabria. Qui Psiche  affronta la quarta e ultima prova. Deve scendere negli inferi per chiedere a Persefone la giovinezza eterna, ma lungo la strada la fanciulla inala un fluido e cade in un sonno che somiglia alla morte.

Pietro Tenerani, Psiche svenuta gesso, 1822, Museo di Roma
Pietro Tenerani, Psiche svenuta gesso, 1822, Museo di Roma

Nell’ultima sezione Eros riesce a svegliare l’amata con le sue frecce amorose. Qui è esposta “Lamina con testo orfico”. La favola di Amore e Psiche è, dunque, un viaggio iniziatico incentrato sull’Amore.

La mostra è curata da Elena Fontanella ed è organizzata dalla Fondazione DNArt, con il Consorzio Villa Reale, il Parco di Monza ed Expo Milano 2015. L’evento ha ricevuto il patrocinio del MiBACT, della Regione Lombardia, della Provincia di Monza e della Brianza nonché della Camera di Commercio di Monza e Brianza. L’esposizione è promossa dal Comune di Monza.

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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