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Fernando Nannetti
Libri: recensioni & interviste

A sette anni in manicomio: Fernando Nannetti visto da Alessandra Cotoloni

Alessandra Cotoloni è una scrittrice senese che nel suo romanzo Il diario di pietra (edizioni Il Papavero) si è fatta ispirare dalla triste vicenda di Fernando Nannetti, un bambino che a soli sette anni fu abbandonato dalla madre e rinchiuso in manicomio.

Fernando Nannetti
Alessandra Cotoloni

Prima della Legge Basaglia, come ci spiega Alessandra nel nuovo episodio del podcast, era consuetudine rinchiudere in manicomio tutti coloro che apparivano diversi, come disabili, bambini iperattivi, donne in depressione post parto. Fernando Nannetti però a suo modo reagisce e comincia a disegnare sulle mura della struttura di Volterra i suoi pensieri, la sua vita, i suoi fantasmi proprio come se avesse tra le mani un diario. Oggi quei disegni sono considerati capolavori dell’Art Brut. Affascinata da Fernando, dal connubio tra genio e follia, dall’Arte Terapia e soprattutto dai tanti bambini dimenticati, ho voluto intervistare Alessandra Cotoloni per saperne di più su questa storia e sul libro. Inutile dirvi che Alessandra ha abbattuto lo stereotipo. Buon ascolto!

Mi scuso per la qualità dell’audio che questa volta non è buona. L’intervista è stata registrata su Skype in un momento in cui il collegamento non era perfetto. Trovate il libro della Cotoloni qui.

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione.

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