Aiutiamo i ragazzi

«La sofferenza mentale tra i ragazzi corre come il contagio», scrive il settimanale L’Espresso nel numero del 21 marzo 2021, descrivendo il disagio dei tanti adolescenti e preadolescenti che - chiusi nelle loro case, lontani dagli amici e senza una vita sociale, che dovrebbe essere il cuore pulsante della loro età - soffrono di patologie psichiche.

Il racconto dell’ancella: quanto è attuale il romanzo di Margaret Atwood?

‘Il racconto dell’ancella’ (Ponte alla Grazie) uscì negli Stati Uniti e in Europa tra il 1985 e il 1988. La scrittrice canadese Margaret Atwood ambienta il suo romanzo agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso nell’Est Coast degli Stati Uniti, dove nasce e si rafforza un regime teocratico che, rifacendosi ad alcuni passi dell’Antico Testamento, schiaccia e sottomette soprattutto le donne.

Ecco l’esercito dei ragazzi perduti agli studi

Scriveva Don Milani: «Se si perdono i ragazzi più difficili la scuola non è più scuola, è un ospedale che cura i sani e respinge i malati». Ed è a questi ultimi che lo Stato, attraverso la pubblica istruzione, dovrebbe guardare, nell’ottica di una società sempre più inclusiva, sostenibile e solidale.

«Stai zitta»: nel libro di Murgia una frase (e altre nove) che una donna non dovrebbe sentirsi dire…

Il nuovo libro di Michela Murgia balza subito agli occhi sugli scaffali delle librerie, perché il titolo nasce da una frase che, secondo la scrittrice sarda, non è un’eccezione ma è la norma, purtroppo. Se sei uomo, almeno una volta nella vita, forse l’hai pronunciata rivolgendoti a una donna. Se sei una donna ti sarà capitato di sentirtela dire, almeno una volta.

Donne, la parità è nelle parole. Con dati alla mano ti spieghiamo perché!

In questi giorni hanno fatto molto discutere le parole della musicista Beatrice Venezi che sul palco dell’Ariston a una battuta di Amadeus - che le chiedeva se doveva presentarla come direttrice d’orchestra - ha risposto: “No, meglio direttore”. Ovviamente, come spesso accade in questi casi, il dibattito si è scisso tra chi dà ragione a Venezi e chi invece le dà torto. Ma in questa sede andiamo oltre quanto accaduto a Sanremo, cercando di capire (anche attraverso i dati) quanto le parole incidano sul gender gap.