L’inizio della vita (2016): recensione del documentario diretto da Estela Renner

'L’inizio della vita' è il titolo di un documentario del 2016 che, diretto dalla regista brasiliana Estela Renner, alza i riflettori sulla prima infanzia. Il docu-film dà la parola a educatori, psicologici, pedagogisti, imprenditori e genitori di quasi tutto il globo. S

L’inizio della vita è il titolo di un documentario del 2016 che, diretto dalla regista brasiliana Estela Renner, alza i riflettori sulla prima infanzia. Il docu-film dà la parola a educatori, psicologici, pedagogisti, imprenditori e genitori di quasi tutto il globo. Si scopre così che ogni mondo è Paese e che, nonostante le differenze culturali tra i vari Stati, i bambini hanno comportamenti analoghi. Un neonato viene al mondo già con il costante desiderio di apprendimento e un bisogno innato di autonomia. Se da un lato è importante che la madre nei primissimi mesi se ne prenda cura e perciò la società deve metterla nelle condizioni più agevoli per dedicarsi al piccolo, dall’altro si scopre che, quando le condizioni non lo permettono o anche per libera scelta, la mamma può essere sostituita da un’altra figura, a patto che il bambino si senta sempre al sicuro e amato.

Nel documentario si vedono così padri e nonni che accudiscono figli e nipoti. In altre famiglie il papà si alterna con la mamma in una costante ricerca dell’equilibrio. Nel filmato si ripropone inoltre il concetto africano che, per crescere un neonato, c’è bisogno di un intero villaggio perché il lavoro di cura non può ricadere solo sulle donne o sulla coppia. I governi centrali hanno il dovere di creare le condizioni favorevoli per far crescere il neonato sereno, così come gli enti locali. I bambini sono un patrimonio dell’umanità, non un ostacolo, e la cura è un bene prezioso a cui non si dà ancora il valore che merita.

L'inizio della vita

Ne L’inizio della vita, che trovate su Netflix, si vedono quindi bambini, genitori, mamme single, nonni e specialisti dell’infanzia di tutte le etnie che raccontano di un mondo magico ed incantato, fatto di giochi, magari non costosi né elaborati, che permettono ai più piccoli di apprendere giorno per giorno nuove abilità. I bambini, che non sono una tabula rasa, custodiscono infatti un patrimonio che i genitori, la scuola e la società in generale devono valorizzare e far emergere.

Il documentario – che è una produzione brasiliana ed è stato realizzato in collaborazione con l’Unicef – forse si disperde molto nella smania di affrontare i diversi aspetti di un argomento molto vasto. In questo modo si fa leva più sul versante emozionale che sulle conoscenze scientifiche. L’inizio della vita così fa affiorare emozioni ancestrali, perché, anche se non si hanno figli, ciascuno di noi è stato un bambino… m.i.

Per approfondire

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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