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Il Sud Italia parla solo con se stesso

© olly - Fotolia.com
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Qualcuno di recente mi ha chiesto di spiegare il motivo per cui ho deciso di fondare una testata nazionale, anziché locale. Io in quel momento ho tergiversato, perché mi sembrava superfluo, oltre che controproducente per il mio lavoro, dare delle spiegazioni a chi ha un atteggiamento miope e poco propenso al confronto; naturalmente questi appellativi si riferiscono al comportamento e non alla persona che merita rispetto perché si tratta di un individuo con un suo vissuto e una propria idea della vita.

Ma la cosa non mi ha lasciato nell’indifferenza. Non tanto per la provocazione, quanto per una serie d’interrogativi che sono nati in me. Perché? Per quale motivo ho deciso di allargare i miei orizzonti e di confrontarmi con altri territori? La propulsione è arrivata dalla curiosità. Guardavo ogni giorno, anche quando vivevo a Roma, oltre la mia zona di confort per oltrepassare la siepe ideale abbracciando così l’Infinito. La conoscenza mi ha sempre affascinato; l’altro – colui che definiamo diverso magari per il colore della pelle o per la sua religione o perché vive nel Sud o nel Nord del pianeta – mi affascinava, senza mai incutermi paura o indifferenza, come accade quando abbiamo a che fare con persone che sono distanti da noi sia per mentalità sia per usi e costumi. Questo è stato il motivo per cui ho deciso di dare a Cultura & Culture un taglio nazionale. Occorre però chiarire un punto. Credo che il giornalismo locale, se fatto bene, sia la forza e non la debolezza di un territorio, a patto però che i giornalisti, un po’ come accade negli Stati Uniti, non provino mai un timore reverenziale verso i colleghi che lavorano sul Nazionale, ma interagiscano con le grandi Testate scambiandosi informazioni. I piccoli quotidiani, da cui io provengo, le televisioni e i portali locali dovrebbero essere una risorsa per il giornalismo nazionale che non può monitorare tutto. Nelle notizie di cronaca di una provincia o di una regione si nascondono i grandi fatti… la vita autentica. Ogni territorio dovrebbe guardare oltre i propri confini facendo rete mediante la corretta informazione. Vogliamo far uscire l’Italia dal buio più tetro? Vogliamo far crescere il Sud? Allora facciamo rete! Impariamo a comunicare con il Nord e con il Mondo! Senza isolarci nei nostri progetti che non potremmo mai portare avanti da SOLI!

Il Sud non ha voce, non l’ha mai avuta. Diamo una voce al Mezzogiorno, il quale per crescere deve andare oltre, curiosare, fare esperienze. Migliorarsi attraverso il confronto.

Maria Ianniciello

 

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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