culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Di tutto un po'

Margaret Thatcher, Lady di Ferro che univa durezza e grazia

©Margaret Thatcher Foundation
©Margaret Thatcher Foundation

Si può essere ciò che si vuole, a discapito dei pregiudizi. Si può essere ciò che si vuole quando si vuole se si possiedono la  forza di volontà, lo spirito di sacrificio e la  dedizione di Margaret Thatcher, la Lady di Ferro scomparsa ieri a 87 anni in una suite dell’Hotel Ritz di Londra. La Thatcher, che è stata la prima donna a Downing Street, ha guidato la Gran Bretagna dal 1979 al 1990. Era la figlia di un droghiere e di una sarta, studiò a Oxford e, dopo aver letto il libro del filosofo Harek, si avvicinò alla politica, che diventò ben presto un’ossessione. Si dice infatti che per lavorare dormisse quattro ore per notte. Appoggiata dal marito Denis, che la sostenne sino alla sua morte avvenuta nel 1993, entrò nel partito Conservatore. Fu eletta deputato, viceministro, ministro dell’Istruzione e infine si candidò alla leadership del Partito, diventando Primo Ministro. Margaret Thatcher aveva un carattere forte, la battuta sempre pronta e non aveva peli sulla lingua, tanto da essere soprannominata da KrasnajaZvezda, il quotidiano delle Forze Armate Sovietiche la Lady di Ferro, per il suo atteggiamento spietato e bellicoso nei confronti dell’Urss. Per la Thatcher, la società non esisteva in quanto aveva il predominio l’individuo, da qui la sua lotta a favore delle privatizzazioni, in perfetta sintonia con la politica degli Stati Uniti. Basti pensare che alla Casa Bianca c’era chi, scherzando, diceva che Maggie (così veniva chiamata la Thatcher) fosse la vera moglie di Ronald Regan, visto il rapporto che c’era tra gli Usa e la Gran Bretagna. Uno scenario simile va comunque inquadrato nel suo contesto storico: erano gli anni della Guerra Fredda quando il “pericolo” Comunista incombeva sull’Occidente. E che dire del suo stile? Inconfondibile la sua collana di perle che indossava insieme al cappottino con la stola di pelliccia. Abiti che tradivano le sue umili origini e che la facevano somigliare a una borghese.  Margaret Thatcher fu amata e odiata, come si evince dal film “The Iron Lady”, con una Meryl Streep che conferisce alla protagonista energia e allo stesso tempo anche vulnerabilità che si denota negli ultimi anni di vita, periodo in cui la Thatcher aveva perso già il marito e soffriva di una forma, seppur lieve, di demenza senile. Per Mikhail Gorbaciov, Maggie, che aveva cinque anni più di lui, fu un avversario duro e tenace, ma anche una donna piena di umorismo che sapeva combinare durezza e grazia. Ogni sua parola era quasi una regola, almeno fino a quando il suo Partito non la allontanò con una congiura. Ma il periodo era cambiato. Il muro di Berlino era caduto e la Guerra Fredda era un ricordo; gli equilibri si stavano spostando altrove, come anche gli interessi economici. Il mondo forse non aveva più bisogno della Thatcher. O forse sì? Sta di fatto che nel bene e nel male the Iron Lady ha condizionato non solo la Gran Bretagna ma il Mondo…

Maria Ianniciello

  • La Fonte del commento di Gorbaciov è il quotidiano La Repubblica, numero 84, anno 38, pag.52, articolo di Fiammetta Cucurnia
close

Commenti

commenti

culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

Leave a Reply

shares