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Stanze e Strade per raccontare la storia del Politecnico

logo_tnPer festeggiare i 150° anniversario della nascita del Politecnico di Milano si è dato vita ad un evento di storia e storie “in raccolta” di ingegneria, architettura, design, scoperte tecniche ed innovazione scientifica che hanno cosparso di successi il lavoro dell’Istituto. “Stanze e strade in mostra” che lasceranno parlare di questo lungo percorso di ricerca che ha lasciato un segno preciso e tangibile non solo nella città di Milano, ma nella storia dell’Italia e nel mondo. La mostra, dal titolo “Tech Stories”, curata da Federico Bucci, Luisa Collina,  Alessandro Colombo, Beppe Finessi,  Sara Protasoni ed Edoardo Rovida è realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia. Presso il Museo, sei “stanze” per parlare di documenti, progetti, disegni, oggetti, fotografie e video e sette “strade”, che si intersecano e si snodano tra i percorsi dell’esposizione, per scoprire oggetti che diano testimonianza della cultura politecnica e il legame storico tra le due Istituzioni.

Il Politecnico e il Museo sono strettamente connessi l’uno all’altro sin dalla nascita di quest’ultimo. Il primo inizia la sua storia nel 1863, quando Francesco Brioschi fonda l’Istituto Tecnico Superiore, con un lungo percorso costellato da successi sempre crescenti fino a diventare, oggi, il fiore all’occhiello delle Università scientifico-tecnologica che forma ingegneri, architetti e disegnatori industriali. La sua storia è legata a quella di Milano a figure indissolubili e a progetti indimenticabili come la prima centrale elettrica cittadina d’Europa nel 1883, la Triennale dal 1933, la metropolitana dal 1955. L’Ateneo da sempre punta sulla qualità e sull’innovazione della didattica e della ricerca sviluppando un rapporto fecondo con la realtà economica e produttiva attraverso la ricerca sperimentale e il trasferimento tecnologico. Il Politecnico partecipa a numerosi progetti di ricerca e di formazione collaborando con le più qualificate università europee, dal Nord America al Sud-Est Asiatico all’Est Europeo. Oggi la spinta all’internazionalizzazione vede il Politecnico di Milano partecipare al network europeo e mondiale delle principali università tecniche. Se si considera, solo, che attualmente i campus del Politecnico sono arrivati a Shanghai e contano quasi 40.000 studenti da tutto il mondo. Poi, la perfetta sintonia con l’ingegner Guido Ucelli, fondatore del Museo, non solo studiò negli anni d’inizio Novecento al Politecnico, ma fu proprio in questo fervido contesto che ebbe la grande e ambiziosa idea di un museo dedicato alla scienza, all’industria e alla tecnologia. Quello di contribuire a creare una cultura e una consapevolezza tecnico-scientifica è l’obiettivo che ancora oggi le due istituzioni condividono.

L’esposizione, presso il Museo resterà aperta al pubblico fino a martedì 10 dicembre 2013, giorno del cinquantesimo anniversario del Premio Nobel a Giulio Natta.

«Questa mostra – dichiara il rettore Giovanni Azzone – è frutto di un lavoro collettivo che ha coinvolto alcuni nostri docenti, tecnici e giovani laureati e gli esperti del Museo della Scienza e della Tecnologia, con l’obiettivo di ripercorrere la storia dei 150 anni del Politecnico di Milano attraverso gli occhi degli altri, ovvero, di quei luoghi, istituzioni e imprese che, a Milano, in Italia e nel mondo, nel corso del tempo hanno accolto e realizzato il patrimonio di idee e progetti degli architetti, ingegneri e designer laureati nel nostro Ateneo».

«In questo anno in cui il Politecnico di Milano festeggia i suoi 150 anni – dichiara Fiorenzo Galli, direttore generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia – il Museo taglia il traguardo dei 60 anni. La sua nascita, attraverso il fondatore ingegnere Guido Ucelli, è indissolubilmente legata all’Ateneo. Il percorso delle Strade all’interno della mostra TECH STORIES evidenzia alcuni dei molti oggetti delle nostre esposizioni permanenti legati a storie politecniche. Ma la mostra non sottolinea soltanto il legame storico che unisce il Museo al Politecnico, ribadisce anche l’impegno comune a sviluppare la cultura tecnico-scientifica nella società. Ciascuna delle due istituzioni si impegna quotidianamente, attraverso i propri linguaggi e strumenti, a rafforzare il legame con il territorio, con il sistema industriale e con la realtà internazionale».

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