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Billy Elliot: recensione e trama del film che trovi su Netflix

Certi film andrebbero visti più volte nella vita, perché a seconda del vissuto e dell’età li guardi con una consapevolezza molto diversa, cogliendo sfumature nuove. Nel 2001, quando uscì Billy Elliot in Italia, ero una ventenne che vedeva in quel film solo la realizzazione del sogno di un ragazzo che voleva fare il ballerino. Oggi l’ho rivisto, dopo molti anni, e la sensazione è stata differente, perché il mio sguardo non è lo stesso di allora. E dunque mi chiedo come vedrò questa pellicola tra trent’anni…

Billy Elliot: recensione del film

Billy Elliot non è solo un film sulla danza e sulla lotta di un ragazzo che vuole realizzare il suo sogno. La pellicola è molto di più. E’ il viaggio dell’eroe che, da bambino, attraverso il tunnel dell’adolescenza, diventa uomo distaccandosi così dalla sua famiglia che, prima lo sfida, mettendo alla prova il suo desiderio, e infino lo appoggia.

Billy Elliot recensione

I toni e i sotto toni del viaggio dell’eroe ci sono tutti ma con una caratteristica in più: il protagonista oltrepassa i territori conosciuti abbattendo i pregiudizi del suo mondo. Billy (Jamie Bell) tuttavia ha già compiuto un primo e sofferto distaccamento: la madre è morta lasciandogli solo una lettera e i ricordi che con il tempo si sbiadiranno. Ciò che però resterà sarà l’amore materno interiorizzato che potrà manifestarsi lungo il percorso di crescita.

Il padre resta poi fedele al proprio ruolo: non accetta da subito le aspirazioni del figlio perché in un universo dove la virilità maschile si esprime solo nel pugilato e nel calcio non c’è spazio per la delicatezza delle forme, per la sensibilità e per la bellezza.

Trovi il libro basato sulla sceneggiatura di Billy Elliot qui

Trama del film

E’ il 1984 e siamo nel Regno Unito della Thatcher, dove gli operai delle miniere di carbone scioperavano contro la chiusura di venti giacimenti carboniferi e il licenziamento di circa 20mila minatori.

Billy cresce in un contesto povero, con il padre (Gary Lewis) e il fratello (Jamie Draven), entrambi minatori, occupandosi della nonna (Jean Heywood) che soffre di demenza senile. Ma, grazie all’insegnante di danza, Mrs. Wilkinson (Julie Walters), che vede in lui un talento eccezionale e lo inizia al ballo, fa compiere alla propria famiglia il riscatto sociale, nell’ottica di un processo evolutivo che ci vuole in costante movimento e non fermi nella nostra confort zone per paura del distacco. La danza diventa così solo un mezzo.

Billy Elliot è un film straordinario. Con una regia classica, Stephen Daldry racconta infatti una storia che tocca le corde più recondite del nostro cuore. Lo trovi su Netflix. (di Maria Ianniciello)

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Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

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