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AL FESTIVAL DELLA CULTURA EBRAICA LIA LEVI E SAVYON LIEBRECHT

© Pasquale Lazzaro - Fotolia.com

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Continuano gli appuntamenti del Festival della Cultura e della Letteratura Ebraica, che è alla sua quinta edizione, che si è aperto l’ 8 settembre 2012 e che si chiuderà il 12 settembre 2012.  Oggi, 11 settembre, alle 19  il Palazzo della Cultura ospiterà l’incontro tra l’attrice Pamela Villoresi e l’autrice Lia Levi sul tema del suo ultimo romanzo “La Notte dell’Oblio”. Alle 20.30 invece, Savyon Liebrecht, tra le drammaturghe più importanti d’Israele, dialogherà con la scrittrice e regista Cristina Comencini, sulla Banalità dell’amore (ultima opera della Liebrecht uscita in Italia, che affronta la relazione tra Hannah Arendt e Martin Heidegger).

Lia Levi, di famiglia piemontese, vive a Roma, dove ha diretto per trent’anni il mensile ebraico Shalom. Per le nostre Edizioni ha pubblicato: Una bambina e basta (Premio Elsa Morante Opera Prima), Quasi un’estate, L’Albergo della Magnolia (Premio Moravia e Premio Fenice Europa), Tutti i giorni di tua vita, Il mondo è cominciato da un pezzo, L’amore mio non può, Se va via il re e La sposa gentile (Premio Alghero Donna e Premio Via Po). Nel 2012 le è stato conferito il Premio Pardès per la Letteratura Ebraica. Il 5 settembre uscirà il suo ultimo libro La Notte dell’Oblio (Edizioni E/O).

Savyon Liebrecht è nata in Germania nel 1948. Vive a Tel Aviv, dove si è trasferita con la famiglia dall’infanzia. Le sue raccolte di racconti sono tutti best-sellers in patria e acclamati dalla critica internazionale. Un suo racconto è già apparso in italiano nella raccolta Rose di Israele (Edizioni e/o, 1994). Per Edizioni E/O ha pubblicato Mele dal deserto, Prove d’amore, Donne da un catalogo, Un buon posto per la notte e Le donne di mio padre. È anche autrice di testi per il teatro e la televisione. Grande rivelazione della letteratura israeliana di questi anni, la sua ultima opera è “La banalità dell’amore” (Edizioni E/O 2010) romanzo-pièce incentrato sulla vicenda sentimentale e filosofica tra Annah Arendt e Martin Heidegger.

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