Stitichezza cronica, i rimedi e le cause psicosomatiche: consigli per risolvere in modo definitivo

Quando si parla e si scrive di stitichezza cronica e delle possibili soluzioni, in genere si pensa sempre ad un rimedio che possa risolvere il disagio in modo ‘miracoloso’, come per incanto, perché siamo permeati dalla logica del ‘tutto e subito’. E allora sono molte le persone che, per risolvere questo problema, fanno uso di pillole naturali e non che sono soltanto dei palliativi perché innescano una sorta di circolo vizioso dal quale è poi difficile uscire. Quindi se pensi che io in questo articolo scriva una lista di rimedi naturali per la tua stitichezza cronica forse hai sbagliato contesto e ti consiglio vivamente di cercare altrove.

In questa sede cercherò al contrario di fare un discorso psicosomatico per conoscere quale simbologia si nasconde dietro la stitichezza cronica fornendo sì dei rimedi ma sempre nell’ottica dell’individualità, perché ciò che fa bene a me non è detto che faccia bene ad un’altra persona, dato che siamo tutti diversi, e ci sono vari fattori da considerare, come la stagione in cui ci si trova, la costituzione fisica individuale, le emozioni e per ultimo ma non per importanza lo stile di vita. La stitichezza, soprattutto se cronica, va trattata in modo integrato agendo sull’alimentazione e sullo psicosoma.

La simbologia dell’intestino, infatti, è strettamente collegata a quella del cervello. I due organi difatti si somigliano molto sia nell’aspetto e sia nelle funzioni: come il cervello assorbe stimoli e informazioni dall’esterno per poi immagazzinarli (la memoria) e scartarne una parte (l’attività onirica) così l’intestino assorbe i nutrienti dal cibo eliminando le sostanze di scarto sotto forma di feci.

Le scoperte scientifiche hanno dimostrato che nella nostra pancia c’è una sorta di secondo cervello strettamente collegato con il primo. Ne consegue che noi siamo davvero ciò che mangiamo. Sempre dal punto di vista psicosomatico l’intestino è il luogo simbolo in cui si svolge l’elaborazione dei contenuti psichici ed è la sede delle emozioni più viscerali. Inoltre, la sua funzione escretrice è anche espressione di creatività. Basti pensare che per i bambini, nei primi tre anni di vita, le feci sono un dono prezioso da regalare ai genitori e il modo in cui vengono accolte è essenziale, dato che questo preciso atteggiamento contribuirà a dare fiducia al piccolo. La cacca però è anche un rituale sacro, una sorta di atto di purificazione. Una stitichezza ostinata e cronica segnala, dunque, difficoltà nell’espressione della propria parte istintuale ed aggressiva – ritenuta scomoda, da rimuovere, a causa di una morale troppo rigida e di un dialogo insufficiente con il proprio inconscio – ma anche una mancanza di equilibrio tra ciò che va trattanuto (le sostanze nutritive e quindi metaforicamente tutto ciò che ci serve per evolvere) e ciò che dobbiamo lasciar andare (le feci e psicologicamente i pensieri ricorrenti, i ricordi invalidanti… insomma ciò che non ci serve più).

Stitichezza cronica rimedi cause psicosomatiche

Prima di dare un rimedio, dunque, bisogna partire da questi presupposti restando sempre nell’ottica dell’individualità. Le emozioni ci plasmano di continuo agendo sul nostro modo di decodificare il mondo e quindi sulle nostre abitudini. Perché mangiamo cibi troppo asciutti o troppo fritti? Perché privilegiamo la carne? Perché ci nutriamo di sostanze troppo zuccherate? Come mai beviamo poca acqua? Perché tendiamo a trattenere? Perché non riusciamo a lasciar andare? Le risposte chiaramente sono soggettive ma, partendo da queste, si può agire sullo stile di vita risolvendo il problema alla radice.

Nel libro Medicina da mangiare (Franco Angeli edizioni) Franco Berrino (trovi il libro cliccando sulla foto in basso) scrive a proposito della stitichezza: “Una celebre diapositiva del patologo e chirurgo Denis Burkitt, medico missionario, che aveva riscontrato la rarità di patologie croniche intestinali in Africa, mostrava in alto a sinistra un ospedale europeo, un ecomostro, in basso a sinistra un ospedale africano, una capanna con il tetto di paglia, in alto a destra una cacca europea un po’ misera, in bassa a destra una nobile cacca africana. “Vedete”, diceva Burkitt, “se fate cacche piccole avete bisogno di ospedali grandi”. Negli ultimi venti anni i grandi studi prospettici che seguono migliaia di persone di cui si conoscono le abitudini alimentari hanno dimostrato che l’ipotesi di Burkitt era corretta: chi ha una dieta ricca di fibre si ammala meno di malattie dell’apparato digerente, di tumori intestinali: ma non solo: si ammala meno di cancro in generale, di diabete, di infarto, di malattie respiratorie e anche di malattie infettive”. E allora cosa mangiare?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di evitare le bevande zuccherate, la carne rossa, le carni lavorate, di privilegiare i cereali integrali (aggiungo biologici e da non confondere con quei prodotti per la colazione che trovate al supermercato), la verdura, la frutta (non eccedete perché si tratta sempre di zuccheri) e i legumi. E’ altresì importante cominciare a ridurre lo zucchero bianco o di canna grezzo privilegiando a piccolissime dosi quello integrale. E` fondamentale masticare bene. Ci sono cibi infiammanti e cibi sfiammanti. Le proteine animali, soprattutto la carne rossa, se in eccesso, infiammano l’intestino. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, che fa un’analisi energetica dell’individuo, la stitichezza può essere causata sia da un eccesso di Yang (feci asciutte, piccole e dure) che di Yin con gonfiori e feci malformate.

Quindi le tre regole auree contro la stitichezza cronica sono:

 

  • agire sull’alimentazione quotidiana disintossicando l’intestino con cibi sfiammanti
  • Imparare a rilassarsi mediante la respirazione consapevole per ascoltare le proprie emozioni, soprattutto quelle più viscerali
  • Praticare una leggera attività fisica

 

Ci sono poi tutta una serie di rimedi naturali, compresi gli oli essenziali, che però vanno scelti in base alle caratteristiche della persona e alla stagione. Per l’intestino pigro, infiammato ed irritato le piante più indicate sono l’altea, la borragine, la malva, il fiordaliso, la menta, il basilico, la rosa canina, i mirtilli (se ci sono emorroidi), il lino, il fico, lo psillio… Con degli oli essenziali idonei si può fare un massaggio aromatico sull’addome e sul piede, in particolare sui punti che per la reflessologia plantare sono collegati all’intestino. Capirete che non è il singolo rimedio a fare la differenza contro la stitichezza cronica ma l’insieme di abitudini che devono essere cambiate gradualmente, cominciando per esempio a rallentare perché tra le cause della stitichezza cronica c’è in primis lo stress. Chi va sempre di fretta non si concede un attimo per sé e per quel rituale che bisogna ricominciare a considerare come sacro e non come un tabù. Partite dalla respirazione consapevole(articolo della dott.ssa Maria Ianniciello, naturopata ad indirizzo psicosomatico e giornalista, seguila su Instagram)

 

Medicina da Mangiare

Voto medio su 13 recensioni: Da non perdere

€ 20,00

Commenti

commenti

Lascia un commento

Torna in alto