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Artigianato. Lavoro a maglia ecosostenibile, intervista a Letizia Fani (in arte MaMaglia)

Continua il nostro viaggio nell’imprenditoria, nei mestieri e nell’arte femminile con Letizia Fani, in arte MaMaglia. Letizia è un’artigiana toscana. Il lavoro a maglia è la sua Arte. Scopri di più nel nuovo episodio del podcast (n.b. trovi la versione scritta dell’intervista in calce al player).

Lavoro a maglia, intervista a MaMaglia

Ciao Letizia, cosa significa MaMaglia?

Mi hanno chiesto in tanti il perché di questo nome ma in realtà la motivazione è molto semplice. Avevo pensato tanto a come avrei potuto “chiamare” la mia attività e l’ispirazione è nata ascoltando la parola incerta di un bambino. MaMaglia sta per “la mia maglia”, intesa come lavoro a maglia, che sia personale, che racconti la storia di chi sceglie i miei accessori, che sia destinata a durare nel tempo e diventare davvero tua. Che poi, alla fine, questo è il principio fondante di tutto il progetto MaMaglia.

lavoro a maglia

In cosa consiste il tuo progetto?

Io realizzo accessori con la tecnica tradizionale dei telai da maglia, che fonda le sue radici già nel periodo elisabettiano. Mi sono avvicinata a questi strumenti quasi per caso, io ho lavorato per anni nel settore del commercio estero, e quando l’azienda per cui lavoravo ha chiuso un’amica mi ha suggerito di usare il tanto tempo che avevo a disposizione per provare il telaio. Mi sono appassionata e in breve tempo mi sono “lanciata”, dando poi via via nel tempo a tutto un aspetto più completo e professionale. Adesso, in inverno lavoro soprattutto su cappelli, sciarpe e fasce, che siano proprio come un caldo abbraccio per chi le indossa. In estate mi sposto su gioielli leggeri e pratici come collane e bracciali. Il fil rouge delle mie collezioni, oltre ala tecnica di realizzazione, sono i materiali, che scelgo naturali, ecologici, o addirittura di recupero come nel caso della fettuccia. Non è difficile per me, visto che abito nella città di Prato, che fonda la sua economia proprio sul tessile. Propongo quindi un prodotto davvero a km 0, perché nasce qui sin dal filato, ed è fatto con amore, eticamente e con passione.

lavoro a maglia

Dove è possibile trovare le tue creature?

Mi piace questa definizione di creature… perché è proprio così che le sento! Come piccole parti di me su cui ho lavorato con cura e attenzione, e che poi vanno in giro per il mondo. Per vedere e acquistare le mie creature il punto di riferimento è il mio sito web, con blog annesso: mamaglia.it. Da lì si possono vedere le foto delle collezioni, ordinare e acquistare anche tramite il negozio Etsy. Mi trovate anche su Instagram e su Facebook.

Quali sono le difficoltà che gli artigiani si trovano ad affrontare in questo periodo?

È oggettivamente un momento difficile per un po’ tutti i settori economici, e nel mio lavoro in particolare soffriamo la chiusura di mercati e fiere, e di tanti eventi cancellati. Personalmente nel periodo più duro del virus ho preferito fare un passo indietro e non promuovere i miei prodotti. Non mi sono allontanata dai social ed ho mantenuto il contatto con i miei follower, ma non mi sentivo di spingere sulle vendite in un momento in cui davvero non era il caso. Adesso che dal punto di vista sanitario le cose sono migliorate sono ripartita con ordini e spedizioni. Certo, la situazione ci pone davanti a delle sfide, dobbiamo cambiare il nostro modo di lavorare ed essere pronti, come è successo ora, a scombinare tutti i piani di lancio collezioni e altro. Sarà dura ma sono anche ottimista di natura, e sono convinta che ce la faremo.

Quali sono le debolezze e i punti di forza dell’imprenditoria femminile?

Nel mio settore sono tante le donne che si stanno dando una seconda possibilità con l’artigianato. Forse perché dopo un figlio è un tipo di lavoro che si può modellare sul nuovo stile di vita, o forse perché, ahimè, è difficile trovare nuove occupazioni e allora dare una chance alla propria passione o al proprio hobby diventa una strada da provare con tutte le forze. Lavoro spesso con donne artigiane e ho contatto constante con molte di loro, nella mia esperienza personale la “rete” che sappiamo formare è importante, per piccoli aiuti logistici e per grandi supporti anche morali e psicologici. Non sai quanto, in un periodo come quello attuale, mi sia di grande conforto il mio piccolo gruppetto di colleghe con cui parlare e confrontarsi.

Lasciamo un po’ il lavoro a maglia e cambiamo settore. Ami molto leggere. Tre libri che ci consigli sull’artigianato?

Amo leggere da quando ho imparato a farlo, e nel mio blog non poteva mancare una rubrica dedicata ai libri che parlano dell’artigianato e del lavoro di chi usa le mani. Segnalo ai lettori tre libri di autrici italiane: Sul filo di lana di Loretta Napoleoni, un saggio dedicato al lavoro a maglia, che consiglio anche a chi non è abituato a sferruzzare. La giornalista ci racconta come questa attività apparentemente umile nasconda in realtà attinenze con le neuroscienze, la fisica e la geometria. Come il suo valore nella storia sia stato fondamentale per l’indipendenza delle donne e in qualche modo sia un filo vero e proprio che ci lega alle generazioni venute prima di noi. Il sogno della macchina da cucire di Bianca Pitzorno. Io amo Pitzorno da sempre, sin dai suoi libri che l’infanzia che divoravo da bambina. Mi ha fatto molto piacere ritrovarla, da adulta, in questo romanzo poetico e delicato che narra la storia di una sartina di paese attraverso le sue vicende personali e quelle delle sue variegate clienti. La stanza della tessitrice di Cristina Caboni, un’autrice sarda come Bianca Pitzorno, che spesso racconta nei suoi libri dell’artigianato al femminile. Lei stessa, oltre che scrittrice, è anche apicoltrice e quindi conosce bene l’argomento e sa bene come possa essere strumento per rinascere e ritrovare la propria strada. In questo libro, infatti, ci appassiona narrando di una ragazza che cambia se stessa attraverso la tradizionale tessitura della Sardegna.

Trovi i libri citati qui

Ami il cinema?

Mi piace guardare film, ma non mi possono certo definire una cinefile, preferisco la lettura. Più che altro, sono una osservatrice onnivora, passo dagli Avengers a film di nicchia o classici dei decenni passati, a seconda dell’ispirazione del momento. Sono più ferrata sulle serie tv, ecco.

lavoro a maglia

Una serie tv che ti sta appassionando?

A tema artigianato ho amato molto una recente serie di Netflix, Self Made, con protagonista Octavia Spencer. Racconta le vicende di una donna afroamericana, che lottando contro i pregiudizi e rivendicando i propri diritti, ha dato vita nei primi anni del ‘900 a una linea di prodotti cosmetici. Molto intensa ed ispirante. (di Maria Ianniciello)

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione.

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