Il Miracolo: la serie di Ammaniti specchio e riflesso di un’Italia allo sbando

La serie televisiva, scritta dello scrittore e sceneggiatore, ci mette di fronte a due personalità: il prete di periferia, che è stato missionario in Africa, e il politico dimostrandoci che gli stereotipi si superano facilmente quando ci si addentra nell’intimità di esseri umani, i quali vengono identificati con il loro ruolo...

Osservando lo scenario politico italiano degli ultimi giorni non posso non pensare alla serie televisiva, Il Miracolo, andata in onda su Sky Atlantic. Si tratta di un prodotto molto innovativo, per l’Italia, che – privo dello stile convulso e movimentato di Gomorra – riesce a raccontare più storie partendo da un unico grande evento senza mai disorientare il lettore. Il ritmo può essere un po’ lento all’inizio tuttavia ci si adatta perché l’intreccio convince. Convincono gli attori. Convince la sceneggiatura. In un contesto buio e burrascoso, che ricalca molto il periodo contemporaneo, le forze dell’ordine trovano una statua della Madonna in Calabria che lacrima sangue. L’Italia si appresta ad andare alle urne per il referendum sull’Euro. Lo spettatore non conosce i fautori del Sì né li conoscerà mai, si addentra invece, in modo netto e coinciso, nella vita pubblica e privata del premier, Fabrizio Pietromarchi (Guido Caprino), che dovrà decidere se rivelare l’esistenza della statua e al contempo promuovere la sua linea sul referendum. Tutto però gira intorno al Miracolo e a come quest’ultimo sconvolge le esistenze di tutte le persone coinvolte cambiandole.

Il Miracolo

La serie televisiva, scritta da Niccolò Ammaniti, ci mette di fronte a due personalità: il prete di periferia, che è stato missionario in Africa, e il politico dimostrandoci che gli stereotipi si superano facilmente quando ci si addentra nell’intimità di esseri umani, i quali vengono identificati con il loro ruolo e con tutto ciò che quest’ultimo prevede (atteggiamenti, condotta morale… stile di vita… frasi che non possono essere pronunciate) schiacciandoli e rendendoli inerti di fronte al mistero della vita e a un miracolo che nessuno, nemmeno il team scientifico, riesce a comprendere.

Il prete e il politico, dunque. L’uno è l’antitesi e la sintesi dell’altro. Le due Istituzioni che scricchiolano nell’epoca dei social. Il sacerdote mostra il suo lato ombra mentre il politico – che in genere identifichiamo con la corruzione e con il mal affare – appare in tutta la sua umanità. Si pone delle domande etiche e si chiede cosa sia giusto e cosa non sia giusto fare. Nel frattempo il suo microcosmo crolla: la moglie lo tradisce e un’immane tragedia lo colpisce. Tutto scricchiola. Mentre la Madonna piange sangue e parallelamente un padre deve decidere se uccidere il figlio in una Calabria lontana dal Palazzo proprio come Abramo si trovò a fare con Isacco. Eppure nella crisi c’è sempre una luce. Insomma Il Miracolo, con il suo cast di ottimi attori (Guido Caprino, Alba Rohrwacher, Tommaso Ragno, Elena Lietti, Lorenza Indovina, Sergio Albelli e Monica Bellucci nei panni della Madonna), è lo specchio e il riflesso dei nostri tempi.

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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