San Valentino e Botticelli tra pazzi e follie

La Primavera
La Primavera

  Amore, morte e pettegolezzi, le solite storie, nella Firenze rinascimentale. Per esempio su Sandro Botticelli.

La nascita di Venere
La nascita di Venere

  Era morto nel 1510, e dopo una trentina di anni ancora si ridacchiava sul fatto che non s’era mai sposato. Qualcuno scrisse che a convincerlo ci aveva provato perfino un politico, Tommaso Soderini, amico dei Medici signori della città, per i quali lavorava il sommo pittore. E Sandro gli avrebbe risposto che una volta aveva sognato di aver preso moglie, et per non lo risognare più, mi levai et andai tutta notte per Firenze a spasso come un pazzo. Il Soderini ne avrebbe dedotto che non c’era niente da fare: quanto a donne, Botticelli non era terreno da porvi vigna.

    Ma secondo me si sbagliavano tutti. Ci sto pensando adesso che è tempo di San Valentino. E’ lui che ogni tanto si diverte a condire l’amore con la follia, e così dà la corda al gossip. San Valentino fece in modo che il grande pittore s’innamorasse di Simonetta Cattaneo, la ragazza più bella d’Italia, già sposata però a quindici anni con Marco Vespucci nel 1468. Quando la vide morire di tubercolosi a soli ventidue anni, Sandro Botticelli decise di non sposarsi mai, se la tenne nel cuore per altri trentacinque anni e alla fine chiese di essere sepolto accanto a lei nella Basilica di San Lorenzo. Perché tanta fedeltà dovrebbe farci dubitare di lui? C’erano scienziati, poeti, nobili e mercanti che si dichiaravano pubblicamente pazzi di Simonetta e certo non l’avvicinarono. Sandro mi pare sia stato anzi molto più pazzo di loro. La delicatezza del suo amore gli vietò di metterle le mani addosso quando la teneva vicina per raffigurarla in tanti dipinti di Madonne e Veneri oggi famosi nel mondo, ma non gli impedì di dipingerla quasi tutta nuda, a grandezza naturale, quando s’inventò la celeberrima Nascita di Venere esposta nella Galleria degli Uffizi.

La nascita di Venere (particolare)
La nascita di Venere (particolare)

  Per di più, le fece addirittura un ritratto per guardarselo in privato. Una pazzia pericolosa che gli fu perdonata soltanto perché lo aveva intitolato La sans pareille, la fanciulla senza paragoni. Era la verità, scritta in francese non si sa perché. Il quadro venne messo in palio in un torneo di combattimenti con le lance, nel 1475, un gioco folle, esclusivo per nobili cavalieri, che poteva finire con la morte. Vinse il giovane Giuliano dei Medici, pure lui innamorato di Simonetta, sua coetanea. Forse lo aveva aiutato San Valentino oppure, chissà, gli avversari lo lasciarono vincere perché era fratello di Lorenzo dei Medici, intellettuale e politico sopraffino, signore della città.

  Si impazziva dunque per amore a Firenze, a quei tempi, ma anche per il potere. Nel 1478 successero veramente cose da pazzi. Sto parlando della famiglia che di cognome faceva appunto Pazzi! Alcuni di loro organizzarono una congiura e invitarono Giuliano a una festa a Fiesole. Volevano avvelenarlo non perché era innamorato di Simonetta, ma perché era un Medici. Lui, che di politica s’interessava poco e non si sentiva bene, non ci andò. Così, il giorno dopo andarono a chiamarlo al palazzo. Scese solo, lo abbracciarono controllando che fosse disarmato e per le vie del centro lo accompagnarono alla Messa della domenica in Santa Maria del Fiore. Al momento della Elevazione, mentre tutti pregavano inginocchiati, i congiurati lì, proprio nel Duomo di Firenze, gli si avventarono addosso. Lorenzo ferito riuscì a scappare in sagrestia, suo fratello Giuliano fu ucciso in un lago di sangue. Qualche anno fa, nella sua tomba scolpita da Michelangelo, è stato trovato il cranio fracassato, con un lembo di stoffa insanguinata.

Venere e Marte
Venere e Marte

  Furono tutti impiccati in Piazza della Signoria. Anche Botticelli volle vendicare Giuliano che aveva amato la sua amata. Per un compenso di 40 fiorini accettò di dipingere appesi alla forca, sulla facciata del Palazzo Comunale, gli uomini che avevano partecipato alla congiura dei Pazzi. Roba da cui ovviamente…. San Valentino si tenne estraneo.

                              

      ELIO  GALASSO

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