Diari,  Il terrone che non ci sta

Aprire gli occhi

occhio_mondoFatti, che pesano su comunità, passano quasi inosservati, per leggerezza, per abitudine e pure per prudenza. Ignoranza della Costituzione, con la quale i cittadini dovrebbero prendere confidenza appena in grado di capire, per assumere coscienza civile e capacità di pensare responsabilmente a comunità omogenea e sicura.

Illegalità, forse non a caso, già mimetizzata tra le liceità e celata in oscure disposizioni, che dovrebbero essere invece chiare e semplici, dilaga dalla suburra al palatino: solo sani principi ispirano eque leggi, che a loro volta rendono naturali i buoni esempi. Istituzioni, spesso dominate a vita da stesse persone, non sono da repubblica, ma da signoria, che disdegna alternanza e favorisce parentadi, potentati, dinastie e caste. Dignità del cittadino messa in forse di frequente e sottolineata da missioni, che, pur non avendo risolto problemi mondiali e locali, sono molto attive, applaudite, riconosciute e finanziate, dice che sovranità è solo nella Carta. Lingua nazionale, base di identità, sopraffatta da dialetti e da esotismi, disgrega società, maggiormente se già afflitta da perdurante incompetenza: mediocrità non ha etica, ma istinti da appagare, diventando spesso midica e pure da prima pagina, appannaggio di quelli che contano. Delizie di ricchi, dolori di sfortunati e delusioni di ingenui convivono sotto la stessa Legge, che, pur prevedendo attività ludiche, non li giustifica, come non giustifica giochi finanziari, che divertono figli di pecunia e fanno piangere vittime: ipocrisia si fa gioco di diritto ed usa anche disgrazie per mettersi in mostra e per nascondere cinismo. Si sorvola a volte su mobili ed immobili, riportati persino in atti, per amore ed adorazione, dovuti a divi, a grandi ed a capi, che non sarebbero tali senza gente comune, senza tifosi, senza fanatici, senza servi, senza ignoranti e senza bisognosi. Elogio e timore riverenziale per chi dovrebbe servire la comunità, invece lesa spesso con azioni da codice penale, allontanano cittadini da civitas. Lamentele ed azioni, che spesso terminano tragicamente, sono spie rosse accese su situazioni mal gestite da pur abili e seguiti venditori di fumo. Distratta fiumana umana mondiale non vede, non valuta e non provvede: popolo, che non sa essere sovrano, vivrà da suddito.

 Nunziante Minichiello

 

Il nostro voto
Vota anche tu il film (se lo hai visto)
[Total: 0 Average: 0]
close
Iscrivendoti alla newsletter riceverai GRATIS l'ebook su come difendersi dalle fake news!

Commenti

commenti

Nunziante Minichiello

"Distribuisco cultura, quella che mi ritrovo, e cose che servono. La cultura è gratis; le cose che servono costano, ma a volte costano meno che altrove. Nei miei voti è la buona fortuna di tutti quanti". Questo è il motto di Nunziante Minichiello che su Cultura e Culture firma la rubrica "Il Terrone che non ci sta", riflessioni sul Mezzogiorno e sull'Italia, in generale, gli editoriali e alcuni articoli di attualità.

Commenta