culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Di tutto un po'

Via Palestro. Milano, oggi come ieri

Milano 1993. Sono le undici e un quattro di sera. Fà caldo.mostra via palestro 2

Driss Moussafir, marocchino, arrivato in Italia per un futuro migliore, dorme disteso su una panchina al fresco sotto un albero.

Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno, vigili del fuoco, stanno svolgendo il proprio lavoro. C’è anche il vigile urbano Alessandro Ferrari, a dargli una mano.

Tentano di evitare che scoppi un incendio. Una Fiat uno, sbuffa fumo bianco dal cofano.

Che strano. Che strana via Palestro stasera.

Davanti al Pac, il Padiglione di Arte Contemporanea c’è una strana calma. Il silenzio. Il nulla. Come il mare che in silenzio si ritira prima dell’onda anomala.

Il tempo di fare un ultimo respiro, battere gli occhi e la morte arrivò per tutti gli uomini nominati sopra.

Trecento chilogrammi di tritolo esplodono e abbattono il Pac. Il fumo, lo spostamento d’aria fa rompere i vetri delle abitazioni circostanti. La polvere ti entra in gola e ti soffoca. Un fischio stridente perfora i timpani. Gli allarmi delle automobili scattano.

Milano lo ha capito; Attentato!

La strage di via Palestro rientra nelle cosiddette Bombe del ’93

Roma, Basilica di San Giovanni in Laterano, stessa notte.

Roma, Basilica di San Giorgio al Velabro, stessa ora.

Roma lo ha capito; Attentato!

Cosa stava succedendo in Italia?! Dodici mesi prima in Sicilia morivano in un maxi agguato Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.

Colpo di Stato? Massoneria? Cosa Nostra? Mafia?

Sono passati venti anni e come tutte le stragi avvenute in Italia, si hanno solo presunti colpevoli. Lo stato emette condanne. Arresta la gente. Ma resta in tutti noi una profonda tristezza. L’amarezza di uno Stato che non sa farsi rispettare. O forse il mancato rispetto se lo è procurato da solo.

Sfiducia. Rivoluzione. Attentati. La colpa è della Repubblica Italiana. Certo, non secondo la costituzione. Ma secondo l’opinione pubblica, l’etica, la morale. Famiglie piangono i loro cari, morti, per caso, incappati in questioni misteriose, top secret italiane, di cui nemmeno erano a conoscenza.

Come la Strage di Ustica, quella di Bologna. E ancora, lo stesso filo conduttore, il sistema che incatena, che ha condannato Aldo Moro, Peppino Impastato.

Serviamolo lo Stato. Certamente lo Stato ricambierà.

Milano non dimentica. Proprio in in questi giorni il Comune ha organizzato, in via Palestro, nei locali del Pac, una mostra fotografica per ricordare quei terribili momenti con cui la città ha dovuto fare i conti. Immagini raccolte dai Vigili del Fuoco. Sarà inoltre proiettato un documentario, in stile giornalistico, di tutte le dirette e i servizi televisive di quell’estate. Nel cortile del Padiglione, è stata posizionata l’autobotte utilizzata dai pompieri per spegnere le fiamme. Mezzo che ancora porta i segni di quell’esplosione. Intatta e rovinata nonostante siano passati vent’anni. La mostra, “1993 via Palestro. Saranno fiori bianchi” è a ingresso gratuito e resterà aperta fino al 15 settembre.

Romina Capone

close

Commenti

commenti

culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Romina Capone

Romina Capone, Avellino. Dottoressa in Lettere e Filosofia presso l'Università degli Studi di Salerno. Laureata in materia di Linguaggio giornalistico, è giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Nel 2008 fino al 2010 ha collaborato per il quotidiano provinciale "Ottopagine". Dal 2011 ad oggi scrive per il quotidiano nazionale "Il Mattino". Intermediatore culturale per la casa editrice Il Papavero di Donatella De Bartolomeis. Moderatrice di eventi e scrittrice. Per Cultura & Culture, è responsabile della sezione Cultura (Arte e libri).

Lascia un commento

shares