culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Di tutto un po'

Sindrome di Kawasaki: e se la causa non fosse il Covid-19?

Sindrome di Kawasaki e Covid-19: esiste un legame? E se il responsabile fosse altrove, in un vaccino, magari quello contro il Meningococco B? Prima di spiegare i motivi per cui è nato in me questo ultimo interrogativo, occorre che io faccia una premessa. Sono mamma di un bambino di venti mesi che l’anno scorso ha fatto il vaccino contro il Meningococco B, sebbene quest’ultimo fosse solo raccomandato ma non obbligatorio. Mio figlio ha eseguito la profilassi vaccinale per intero, come anche il mio cane che è stato vaccinato pure per la Leishmaniosi. Quindi, chi scrive non è un membro dei No Vax. Sono soltanto una mamma e una giornalista indipendente che non si ferma alle apparenze e che cerca delle risposte. E mi perdoni il lettore per questo stile più intimistico ma la premessa, considerata la macchina del fango che si potrebbe scatenare nei miei confronti e che va molto di moda di questi tempi, era d’obbligo! Torniamo, dunque, alla sindrome di Kawasaki e ai possibili legami con il Covid-19.

La sindrome di Kawasaki

La sindrome di Kawasaki è una rara forma di vasculite che si presenta soprattutto in neonati e bambini, fino agli otto anni di vita. I sintomi sono febbre prolungata ed elevata, esantema, congiuntivite, infiammazione della mucosa e linfoadenopatie. Le cause sono, tuttavia, sconosciute e le complicanze potrebbero riguardare soprattutto il miocardio. Va precisato che si tratta di una malattia che, se curata in modo tempestivo ed appropriato, si supera con facilità tanto che la percentuale di decessi negli USA è dello 0,7 per cento.

Perché se ne sta parlando?

In questo periodo si sta parlando molto della sindrome di Kawasaki perché i medici del dipartimento di Pediatria dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo hanno lanciato un inquietante allarme: in un mese nella zona si sono registrati episodi di questa malattia tra i bambini pari a quelli verificatesi negli ultimi tre anni. Ha fatto eco il segretario del gruppo di studio di Reumatologia della Società Italiana di Pediatria, Angelo Ravelli, che ha detto: «Nelle ultime settimane è stato osservato, in particolar modo nelle zone del Paese più colpite dall’epidemia di Sars-Cov-2, un aumento della frequenza di bambini affetti dalla sindrome di Kawasaki».

Covid-19. Il solo (e vero) responsabile?

Il responsabile sarebbe il nuovo Coronavirus e dunque gli scienziati sembra che escludano altre ipotesi compreso il fatto che questa sindrome rientri fra le probabili reazioni avverse del vaccino contro il Meningococco B, come si legge nel foglietto illustrativo, dove si evince a chiare lettere che tra i rari effetti collaterali di Bexsero (la sospensione iniettabile in siringa preriempita) ci sarebbe anche la Sindrome di Kawasaki che si potrebbe presentare su un paziente ogni mille abitanti. Ora, io non sono un medico, non sono uno scienziato, ma sono una giornalista che sa fare delle ricerche e che si pone delle domande. Leggo una cosa, mi sorge un dubbio e chiedo. La lampadina mi si è dunque accesa leggendo alcuni articoli su L’Eco di Bergamo riguardanti una massiccia campagna di vaccinazione contro il Meningococco effettuata a tappeto tra gennaio e febbraio 2020 sui bambini e sugli adolescenti nell’intera area, dove si erano verificati diversi casi di Meningite. Ma basta cercare su Google per rendersene conto. Questo è un pezzo di Vanity Fair.

Trovate il foglietto illustrativo qui

La Meningite è una malattia pericolosa. Nessuna campagna No Vax ma qualche domanda sì

Sia inteso, la Meningite è una malattia pericolosa che fa paura, di conseguenza qui non si mette in discussione la sicurezza del Vaccino (non ho gli strumenti per farlo) bensì si cerca di aprire un nuovo punto di domanda, per evitare semplificazioni e strumentalizzazioni. Una scienza libera non si fa gestire dal pregiudizio ma sa andare oltre l’emotività del momento, di conseguenza sarebbe utile se gli scienziati valutassero anche questa ipotesi. E qui apro nuove domande.

Le mie domande

I bambini a cui è stata riscontrata la sindrome Kawasaki sono tutti risultati positivi al Covid-19? E dopo quanto tempo dalla somministrazione del vaccino potrebbe svilupparsi questo effetto indesiderato? Dopo giorni o dopo mesi? I bambini con la sindrome erano stati tutti sottoposti al vaccino contro il Meningococco B? Io, mi auguro, di trovare degli interlocutori che possano rispondere ai miei quesiti smentendo le mie supposizioni con il lume della scienza o magari confermandole. Perché, da profana, mi viene da pensare che il Covid-19 potrebbe anche essere una concausa ma non la causa. Non so… sono pensieri. Vedremo. Maria Ianniciello

close

Commenti

commenti

culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

Leave a Reply

shares