Di tutto un po'

Papa Francesco, primo Angelus: «Abbiate misericordia»

Schermata 2013-03-17 a 12.42.06«Viva il Papa». Questo l’urlo della folla, seguito da un lungo applauso in una Piazza San Pietro gremita di gente. Una folla accorsa da ogni parte d’Italia e del Mondo per ascoltare e vedere Papa Francesco che in pochi giorni ha toccato il cuore di credenti e non credenti con il suo comportamento semplice e con le sue parole comprensibili a tutti, perché insite di umiltà, di sapienza.

Questo quanto si è visto e sentito poco fa a Roma, in Vaticano, dove il Papa ha appena concluso l’Angelus, in seguito a tanti fuori programma. Il primo questa mattina, quando il Pontefice ha deciso di celebrare la Santa Messa nella chiesetta di Sant’Anna; il secondo poco dopo quando il Santo Padre sul portone della chiesa ha salutato uno per uno tutti i fedeli presenti, che hanno potuto anche parlargli. Un atteggiamento mai adottato da un pontefice e che quindi rompe con la tradizione. «Dal Vangelo di oggi non sentiamo parole di condanna, ma solo di misericordia e di amore – ha affermato Papa Francesco -. Dio ha sempre pazienza, ci comprende, ci attende. Non si stanca mai di perdonarci, se sappiamo tornare a lui con il cuore contrito». Il Santo Padre ha poi parlato del libro del cardinale Kasper, un buon teologo: «Non credete che faccia pubblicità a un libro dei miei cardinali – ha precisato -. Non è così. Nel testo si parla proprio della misericordia». Papa Francesco ha descritto anche un episodio verificatosi a Buenos Aires, dove una volta ha incontrato una donna anziana che gli ha detto che voleva confessarsi «per chiedere perdono a Dio che è misericordioso con tutti, perché se non lo fosse il mondo non esisterebbe». Il Papa ha spiegato che le parole dell’anziana l’hanno molto stupito, perché in quella frase c’era il senso delle Sacre Scritture.

«Non stanchiamoci mai di chiedere perdono – ha continuato il Santo Padre -. Dobbiamo essere misericordiosi con tutti».  Infine l’Angelus e le parole conclusive con la benedizione: «Rivolgo un cordiale saluto a tutti i pellegrini. Grazie della vostra accoglienza e pregate per me, ve lo chiedo. Ho scelto il nome del Patrono d’Italia, San Francesco d’Assisi, e ciò rafforza il mio legame con questa terra, dove è nata la mia famiglia». Il Papa ha concluso augurando a tutti «buona domenica e buon pranzo». 

Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

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