Padri e figlie: trailer, trama e recensione del film di Muccino

Uno scrittore che perde la moglie e deve accudire sua figlia nonostante la malattia, una bambina diventata donna: la pellicola di Gabriele Muccino nelle sale dal 1 ottobre.

Padri e figlie, recensione e trama

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Gioca con le emozioni Gabriele Muccino nel film “Padri e figlie”, una pellicola coinvolgente, drammatica ed emotivamente instabile come le vicissitudini di Kate, bambina (Kylie Rogers) che la macchina da presa ci restituisce donna (Amanda Seyfried) con degli ottimi flash back che non disorientano lo spettatore. Il regista italiano ci conduce tra il detto e il non detto, tra i sintomi di una malattia e tra parole urlate con disperazione, a volte con rabbia. Gabriele Muccino parla al cuore dei padri, costretti a fare tanti sacrifici da un sistema che dà valore solo al business, a discapito della creatività, ma si cala bene anche nei panni delle figlie che diventano donne e costruiscono le loro storie d’amore sulle ceneri di un rapporto antico. Dall’energia paterna, queste eteree creature prendono fiducia e forza per esprimere nella società il loro modo di Essere. In “Padri e figlie”, Gabriele Muccino si avvale del talento indiscusso di Russell Crowe che interpreta di nuovo – dopo The Water Diviner – un padre disperato. Jake Davis (questo il suo nome) rischia di perdere la sua “patatina” a causa di una grave malattia, che gli sta prosciugando le finanze, e di parenti arroganti, prevenuti e risentiti. Crowe in questo film è uno scrittore famoso, vincitore del premio Pulitzer, che promette a sua figlia – già traumatizzata dalla perdita della madre – di non abbandonarla mai. padri-e-figlieAllora, che cosa accade a una bambina quando una promessa importante non può essere mantenuta? Gabriele Muccino ricerca gli effetti di alcune azioni e parole partendo dalle cause. La sua macchina da presa si muove agile, compulsiva, con intelligenza e lucidità dalla quale trasudano forza e coraggio che attraversano lo schermo per giungere fino a noi… spettatori annichiliti da un dramma vissuto però da Jake con dignità e da Kate con la voglia di continuare a vivere nonostante l’abbandono; la splendida Amanda Seyfried è a suo agio in una parte non proprio facile. L’attrice, nel ruolo di Kate/donna, è in “Padri e figlie” un’assistente sociale alle prese con una bambina  abbandonata dai genitori che le fa in un certo senso da specchio, forse per ridarle quell’equilibrio di cui ha tanto bisogno. Lontano dall’atmosfera sognante, anche se non meno drammatica, de La ricerca della felicità, Muccino continua a coinvolgerci con un po’ di pessimismo in più (nei confronti della società americana?) per mettere in primo piano ancora una volta una verità sconvolgente, indagando tra le pieghe di rapporti umani non sempre facili e tra i meandri di malattie incurabili che richiedono scelte coraggiose. Voto: [usr 4]

Padri e figlie, trailer

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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