Di tutto un po'

Nel mondo sedici milioni di mamme bambine

mother and embryo
©Fotolia.com

culturaeculture.it è un blog indipendente. Offrici un caffè. Grazie.

Sono 16milioni le ragazze sotto i 18 anni che partoriscono ogni anno; 3,2milioni quelle che subiscono aborti non sicuri. Ovvero aborti clandestini che mettono a rischio la vita di queste giovani donne, le quali ancora oggi non hanno accesso ai servizi sanitari e a metodi contraccettivi sicuri e moderni. Il 90 per cento delle adolescenti in stato di gravidanza, nei Paesi in via di sviluppo, si è sposata da giovanissima, ma per la maggior parte la gravidanza non è frutto di una scelta informata. Spesso è la conseguenza di discriminazione, violazioni dei diritti, istruzione inadeguata o coercizione sessuale. Portare avanti una gravidanza in giovane età significa quasi sempre una brusca interruzione dell’infanzia, che porta con sé l’interruzione della scuola e la conseguente perdita di opportunità. Domani, 11 luglio 2013, è la Giornata Mondiale della Popolazione e con una nota UNFPA e AIDOS – Fondo per la popolazione delle Nazioni Unite e Associazione italiana donne per lo sviluppo – chiedono di alzare il livello di consapevolezza sul problema della gravidanza precoce, per un mondo dove ogni gravidanza sia voluta, ogni parto sicuro e il potenziale di ogni giovane donna realizzato. I dati dell’UNFPA si concentrano sul fenomeno in crescita dei matrimoni e delle gravidanze precoci che comportano un elevato rischio di complicanze materne, decesso, invalidità, compresi gravi problemi come la fistola ostetrica e morti neonatali.

I provvedimenti –  A fine giugno 2013, il Consiglio dell’Unione Europea ha formalmente adottato le conclusioni sull’Agenda post-2015, rafforzando tra l’altro l’impegno dell’UE sui diritti sessuali e riproduttivi e l’empowerment di donne e ragazze. Nel 2000, con la Dichiarazione del Millennio, si era stabilito l’impegno da parte degli stati membri delle Nazioni Unite, del raggiungimento di otto obiettivi di sviluppo fondamentali da realizzare entro il 2015, tra cui l’accesso universale ai sevizi di salute riproduttiva. Oggi si sta discutendo dell’Agenda post-2015, ovvero come portare avanti tali obiettivi.

Commenti

commenti

Per collaborazioni e proposte commerciali contattare: mariaianniciello@culturaeculture.it

Commenta