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L’Italia saluta l’ultimo dei padri costituenti, addio Colombo

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Emilio Colombo

Si è spento all’età di 93 anni l’ultimo dei padri costituenti viventi. Emilio Colombo, senatore a vita (nel 2003 l’allora Presidente della Repubblica, Ciampi, gli conferì la nomina), in passato presidente del Parlamento europeo, Presidente del Consiglio nella 15° Legislatura e più volte ministro. Domani i funerali che si svolgeranno nella chiesa di Sant’Emerenziana a Roma. La salma sarà trasferita a Potenza, sua città natale, dove nel pomeriggio sarà allestita la camera ardente in Municipio e il giorno successivo verrà tenuta una funzione religiosa nella Cattedrale del capoluogo Potentino. Colombo, nato a Potenza l’11 aprile 1920, è stato uno dei maggiori protagonisti della storia politica d’Italia, dall’immediato Secondo Dopoguerra, e dell’Europa poi, ricoprendo, sempre, incarichi di primissimo piano. Laureato in giurisprudenza fu eletto per la prima volta deputato all’Assemblea Costituente nel 1946, grazie ai quasi 21 mila voti. Fu uno dei più giovani Costituenti, aveva appena 26 anni; in quel periodo Francesco Saverio Nitti disse di lui: «È un colombo che volerà». Nel 1948 fu poi eletto deputato, con oltre il doppio dei voti ottenuti due anni prima. Un suffragio che gli permise di decollare nella storia della politica italiana che lo porterà, nell’agosto del 1970 a diventare Presidente del Consiglio: incarico che conservò fino al febbraio del 1972 ancor prima di essere stato più volte ministro (Agricoltura e foreste, Industria e commercio, Commercio, Tesoro, Esteri) e sottosegretario (agricoltura, lavori pubblici). Un percorso politico tutto in salita fino al 1992.

Membro storico della Democrazia Cristiana,  si forma nella Gioventù di Azione Cattolica che in quel periodo storico foggiò molti uomini che hanno poi guidato l’Italia o hanno ricoperto ruoli di responsabilità importanti in tutti i settori del Paese. E’ ricordato anche per i suoi atti coraggiosi, quando ammise davanti ai magistrati della Procura di Roma di far uso di sostanze stupefacenti per motivi terapeutici. Dopo la fine della prima Repubblica e la fine della Democrazia Cristiana, partecipò attivamente alla transazione nel nuovo Partito Popolare di Nino Martinazzoli, avvenuta nel 1994.  Nel 2001 strappò la candidatura al Senato al Ppi, ma fu bocciato dalla sua stessa terra che gli aveva dato una fiducia e un consenso incontrastato negli anni precedenti. Il 15 marzo del 2013, nella seduta di apertura della XVII Legislatura e nella seconda seduta del 16, è nominato presidente provvisorio dell’assemblea in quanto componente anagraficamente più anziano, in sostituzione del senatore a vita Giulio Andreotti (avendo quest’ultimo rinunciato all’ufficio per motivi di salute). Dal 6 maggio dello stesso anno, giorno della scomparsa Andreotti, fino ad ieri è stato il più anziano senatore in carica e l’unico padre costituente ancora in vita.

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