culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Di tutto un po'

L’ora più buia: recensione, trama e trailer

L’Ora più buia è un film che va seguito con attenzione perché ogni immagine non è stata girata casualmente ma ha un suo significato che può essere colto solo con la massima concentrazione. Ed è questo che vi consiglio di fare siccome in quest’opera si va oltre il semplice intrattenimento; infatti nella pellicola si ripercorre un pezzo importante della nostra Storia, anche italiana e non solo inglese, perché se Winston Churchill non si fosse schierato contro tutto e tutti adesso il Mondo, forse, sarebbe diverso.

L'ora più buia recensione

Questo non è un film biografico, è piuttosto un lungometraggio politico che ci porta nei cunicoli spaventosi di un horror in carne ed ossa: la seconda guerra mondiale. Ma a differenza di Dunkirk, il lavoro di Christopher Nolan, L’ora più buia non è un’opera corale, non si spinge sui campi di battaglia, bensì percorre le stanze della Politica britannica mostrandoci senza veli come quest’ultima reagì alle invasioni di Hitler in Olanda, Belgio e Francia e tracciando una radiografica, piuttosto inedita devo dire, di un Churchill burbero ma lungimirante che era stato emarginato e denigrato proprio per la disfatta di Gallipoli, durante la Grande Guerra.

Re Giorgio – la cui personalità può essere approfondita guardando il film Il discorso del re – richiama Churchill e gli conferisce l’incarico di primo ministro britannico. Spesso in balia dell’alcol, con il sigaro sempre in mano e l’andatura altalenante, Winston Churchill mostra le sue mille insicurezze. Incoraggiato dalla moglie Clementine (nel film ha il volto di Kristin Thomas Scott) e dai figli, l’uomo è titubante, preoccupato, insonne ma nell’ora più buia non esita a compiere delle scelte che poi si riveleranno fondate e utili alla causa.

L'ora più buia recensione

Il regista Joe Wright affida il ruolo del protagonista a Gary Oldman. La sua interpretazione magistrale (grazie alla quale è l’uomo che viene messo a nudo) contribuisce a rendere L’ora più buia un capolavoro della settima arte, un’opera brillante e raffinata, quasi necessaria, perché ci avverte che dopotutto non sempre la via dei negoziati è percorribile. Infatti, in circostanze, come quelle descritte nella pellicola  – candidata a sei premi Oscar – la lotta permette di scongiurare conseguenze ben più tragiche. Nessuno, tranne Churchill, si era reso conto della gravità della situazione come si evince nella pellicola dalla telefonata tra il primo ministro inglese e il presidente degli Stati Uniti, Roosevelt. Quest’ultimo sembra non comprendere le richieste inglesi, nonostante il profondo legame che univa le due nazioni. Insomma, L’ora più buia è un film storico da non perdere per conoscere di più.

close

Commenti

commenti

culturaeculture non ha banner pubblitari da maggio 2020 (quelli che vedi in qualche articolo sono antecedenti a questa data). Contiamo quindi sul tuo aiuto, per un cultura che pone al centro le persone e non i numeri! Tu non sei un numero. Qui condividiamo conoscenza in modo sostenibile ed etico per chi scrive e per te che leggi. Aiutaci a crescere!

Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Mi occupo di critica cinematografica, libri ed emancipazione femminile. Ho una laurea in Lettere (vecchio ordinamento), conseguita con il massimo dei voti nei tempi, e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline (ho diretto anche un magazine locale per due anni circa), curo dal 2008 www.culturaeculture.it, da me fondato. In culturaeculture.it dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per il mio lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità in tutte le sue sfaccettature. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione e formazione. Amo studiare e formarmi. Ah! Dimenticavo! Ho scritto un romanzo quando avevo sedici anni che ho pubblicato nel 2010.

Lascia un commento

shares