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Delitto perfetto, trailer e recensione del film

delitto-perfetto«Lo sa, che la invidio? (…) Dovrebbe sentirsi lusingato, io non sono facile all’invidia, la considero un sentimento patetico», dice un affascinante quanto calcolatore Michael Douglas, nel ruolo di Steven Taylor, ricco uomo di affari che, ridotto all’astrico da alcuni investimenti sbagliati, chiede a David Shaw, l’amante (Viggo Mortensen) della moglie Emily (Gwyneth Paltrow), di uccidere la consorte, affinché possa ereditare il ricco patrimonio di lei. Steven ricatta l’uomo, un impostore che si spaccia per un artista bello e dannato, rivelando aneddoti sulla vita dell’amante nella migliore sequenza  del lungometraggio, girata nell’appartamento di David. Delitto perfetto è un film del 1998 che si poggia sulle strutture del dramma borghese ma che di quest’ultimo ha ben poco. Diretta da Andrew Davis, questa pellicola è il remake de Il delitto perfetto di Alfred Hitchcock con Grace Kelly e Ray Millard ma – a parte il titolo che si allontana dall’originale solo per l’articolo determinativo mancante – tra i due film c’è poco in comune, se non il doppio movente che spinge il marito a compiere il macabro gesto: soldi e tradimento.

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Un’immagine de Il delitto perfetto di Alfred Hitchcock

 

Il Maestro del brivido resta fedele alla pièce teatrale Dial M for Murder che Frederick Knott mise in scena nel 1952. Ambienta quasi tutto il film nel salotto dei coniugi, Tony e Margot, una bellissima Grace Kelly, che, a differenza della Emily di Gwyneth Paltrow, è più solare e, prima del delitto, predilige il rosso. Margot è ricca e tradisce il marito Tony, ex tennista, con uno scrittore. Il consorte, temendo che lei possa lasciarlo e quindi diseredarlo, decide di ingaggiare un killer “di fortuna” per uccidere la moglie. La macchina da presa di Alfred Hitchcock si allontana e si avvicina ai personaggi, tenendo però gli occhi sempre puntati sul marito, che nonostante premedita tutto nei minimi dettagli fallisce lasciando all’ispettore con i baffi il compito di svelare il mistero di un delitto perfetto (o quasi) con un interrogatorio in stile anni Cinquanta che però inchioda – per una serie di pregiudizi caratterizzanti l’epoca – l’assassino sbagliato. «Si parla tanto male dei piedi piatti ma i santi ci proteggano dai poliziotti dilettanti», dice il commissario verso il finale. Il dramma borghese fatto di menzogna e tradimento in questo film si compie, consacrando questa pellicola a capolavoro che resta bella. A distanza di quarant’anni, dunque, Davis ha realizzato il remake girando un film in stile anni Novanta:  senza pathos né anima e che scongiura l’anonimato grazie al cast di grandi attori. I tempi cambiano, le tecniche e il messaggio anche ma i vizi e le virtù dei singoli restano intatte, come si vede esaminando parallelamente i due lungometraggi.  Delitto perfetto, con Michael Douglas e Gwyneth Paltrow, andrà in onda il 31 maggio 2015, alle 21, su Rete 4.

Trailer del Delitto perfetto (1998)

Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione.

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