Di tutto un po'

Boldrini: «In undici anni ammazzate più di duemila donne»

Laura BoldriniServe anche l’aiuto dei media per rivedere la figura della donna. La pensa così il presidente della Camera, Laura Boldrini (nella foto),  che, intervenendo a un convegno alla Camera del Lavoro di Milano avente come tema la violenza sulle donne non ha usato mezzi termini per evidenziare le modalità della presenza femminile sul piccolo schermo. “Solo il 2 per cento delle donne – ha detto la terza carica dello Stato – in televisione esprime un parere, parla. Il resto è muto, spesso svestito, non ha quindi modo di esprimere un’opinione». Il presidente della Camera ha poi lanciato una sorta di appello in particolare alla televisione del servizio pubblico «in cui pluralismo – ha spiegato – non può essere solo quello dell’equilibrata presenza delle forze politiche. C’è anche una par condicio che viene violata assai frequentemente, ed è quella tra i generi e la loro rappresentazione».

In proposito un segnale importante, secondo Laura Boldrini, è arrivato con la decisione della Rai di rinunciare a mandare in onda Miss Italia. «Credo ci si debba rallegrare – ha spiegato – di una scelta moderna e civile e spero che le ragazze italiane per farsi apprezzare possano avere altre possibilità che non quella di sfilare con un numero. Le giovani italiane hanno altri talenti». L’augurio del presidente della Camera è che la scelta della tv pubblica «faccia da calamita per tutte le altre tv e network che alla Rai, sempre si ispirano».

Ma la parlamentare di Sel ha espresso il suo pensiero anche sul femminicidio definendolo come «una strage, perché di questo si tratta, diamo alle cose il giusto nome». Poi, ricordando Fabiana Luzzi, la ragazza sedicenne bruciata viva in Calabria alla fine di maggio, ha esposto i numeri di questo triste fenomeno: 2.061 omicidi dal 2000 al 2011 e già 60 donne uccise dall’inizio dell’anno. Per cambiare le cose necessita un cambiamento da un lato istituzionale ma anche culturale in modo che le donne non siano considerate oggetto «perché da lì alla violenza il passo è brevissimo».

Non è mancata una condanna alle parole di Calderoli sul ministro Kyenge: «E’ impensabile in qualsiasi Paese europeo e democratico che una persona con responsabilità istituzionale possa dire queste cose».

Emilio Buttaro

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Emilio Buttaro

Classe 1967 ha iniziato a svolgere attività giornalistica all’età di sedici anni. Nell’85 ha vinto il concorso nazionale “Vota lo speaker” indetto dalla FIPAV (Federazione Italiana Pallavolo) e l’anno dopo è stato il più giovane cronista accreditato al Festival di Sanremo. Laureato in Scienze Politiche ha presentato diverse manifestazioni come il Premio Internazionale di poesia “Nosside”. Attualmente collabora con varie testate giornalistiche tutte di portata nazionale tra cui: Il Messaggero, Radio 24-Il Sole 24 Ore, La Stampa (redazione sportiva), Radio TV Capodistria, SBS emittente radiotelevisiva continentale australiana, Agenzia di Stampa Italpress, Cultura & Culture e Costantini Editore.

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