Il filo invisibile, la commedia sulle famiglie arcobaleno (e non solo)

Qui la trama e la recensione del film.
La cultura con sguardo mindful. Web magazine fondato nel 2008 da Maria Ianniciello
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Maria Ianniciello è giornalista pubblicista dal 2007. Si occupa di Cultura dal 2008, anno in cui ha creato questo progetto.
Ti auguriamo una buona lettura e soprattutto una Buona Visione.
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Qui la trama e la recensione del film.

Jessica Chastain, dopo aver vinto l’Oscar 2022 come migliore attrice protagonista per la straordinaria interpretazione ne ‘Gli occhi di Tammy Faye’, veste adesso i panni di un’infermiera nel film di Netflix The Good Nurse. The Good Nurse: recensione e trama…

Sono molto profondi, ricchi di significato e significanti i film del regista palermitano Roberto Andò che, dopo Il bambino nascosto, è tornato sul grande schermo con La stranezza, il lungometraggio dedicato alla figura di Luigi Pirandello. Il regista siciliano traspone in questo nuovo film una piccola parte dell’opera e della vita del grande drammaturgo forse anche mediante gli scritti di Leonardo Sciascia (in particolare il pamphlet Pirandello e la Sicilia) e, infatti, Andò dedica la sua nuova opera cinematografica proprio al maestro di Racalmuto.

Il film - che ha fatto vincere l'Oscar come migliore attrice protagonista nel 2018 a Frances McDormand - è visibile su Disney + per gli abbonati e su varie piattaforme (YouTube, Prime Video, Apple Tv e Google Play Film) a noleggio.

Con un’impronta estremamente personale, Sergio Leone restituì a vita nuova un genere che negli anni Sessanta del secolo scorso era in decadenza: il Western. E lo fece con piglio nostalgico come si evince in primis nella trilogia del tempo e soprattutto in C'era una volta in America, la pellicola a cui Leone dedicò l’ultima parte della propria carriera. Uscito nel 1984 il film, con un giovane Robert De Niro, ripercorre il bello e il brutto di una Nazione in divenire dilatando il tempo un po' come Leone aveva fatto nelle memorabili sequenze iniziali (sono un vero omaggio alla noia e alla finta indolenza data dall'attesa) di quel capolavoro che è C’era una volta il west.

Tutto chiede salvezza è una serie che ci fa riconsiderare i nostri paradigmi sull’instabilità, sulla mancanza di certezze e sulla perdita di controllo. Apre più di uno spiraglio sulle malattie mentali che, complice anche la pandemia, sono aumentate tra i giovani italiani. Ed è una serie che pone l’essere umano, con le sue fragilità, al centro mostrandoci una giovane umanità in divenire ma estremamente fragile.

Sei puntate di adrenalina pura ma non solo. La serie sembra essere pensata come un mero corso di sopravvivenza per giovani adulte. La serie è, difatti, un viaggio metaforico nel cuore dell’anima, tra cadute e scossoni, costole rotte, ferite sanguinanti e gambe fratturate, istanti di panico e momenti di quiete.

La pellicola ripercorre più che la carriera del calciatore il percorso esistenziale del ragazzo che diventa uomo attraverso tutta una serie di difficoltà che avrebbero fatto demordere chiunque. E, partendo dal grave infortunio che Baggio subì a Vincenza, dopo aver firmato il contratto con la Fiorentina, passando così dalla serie C alla A, la macchina da presa di Letizia Lamartire alza i riflettori sulla conversione al Buddismo e soprattutto sul rapporto, a tratti conflittuale e sicuramente determinante, tra Roberto e il padre.

Qui recensione e trama. Scopri di più. No spoiler.