Maria Ianniciello

Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.
Un topolino sotto l'albero recensione

Un topino sotto l’albero: recensione e trama del film

Sono passate alcune settimane da quando ho visto al cinema con mio figlio di sette anni e mio marito, Un topolino sotto l'albero: avrei voluto scrivere prima questa recensione. Per la verità non è una pellicola impegnativa, su cui occorre dire tante cose; è piuttosto un film per famiglie che fa divertire e rilassare anche grazie all'animazione che è davvero eccellente.

Pio e Amedeo recensione

Oi vita mia, con Pio e Amedeo tenerezza e semplicità

Ero scettica, lo ammetto. Quindi, quando al box office ho visto le facce buffe del duo comico, Pio e Amedeo, sono passata oltre, andando in direzioni diverse e più impegnate. Poi da più parti, anche da persone che se ne intendono di cinema, mi è arrivata la voce che valesse la pena vedere la commedia Oi vita mia, perché - mi è stato detto - il film unisce due mondi agli antipodi: adolescenza e terza età.

film norimberga recensione

Norimberga: cosa ci insegna questo film?

Guardando Norimberga, il film sul processo ai nazisti tenutosi tra il 1945 e il 1946 nella città tedesca omonima, ho ripensato più volte ad Hannah Arendt e al suo libro La banalità del male. Il saggio nasce dal meticoloso resoconto giornalistico che Arendt fece per The New Yorker sul processo al funzionario nazista Adolf Eichmann, che si tenne nel 1961 a Gerusalemme.