Un paese quasi perfetto: trailer, trama, recensione

La pellicola è uscita nelle sale cinematografiche italiane il 24 marzo scorso. Qui curiosità, dettagli, cast e molto altro ancora.

Un Paese quasi perfetto si colloca sul grande binario della commedia italiana che fa da specchio e da contraddizione alla società contemporanea. Specchio perché in questo lungometraggio si racconta del lavoro che manca, dell’emigrazione e della scomparsa di territori belli quanto desolanti. Al contempo, tuttavia, il film dà una risposta chiara e precisa ai problemi, formulando delle soluzioni. Le antinomie della vita sono tutte racchiuse in un finale rassicurante e per nulla scontato. Andiamo per gradi. La pellicola non eccelle, ma riesce a trasmetterci quel senso di leggerezza che scorgiamo sul volto dei personaggi pur ponendo al centro della trama una vicenda che ha dei connotati quasi drammatici. Il ritmo del film è piuttosto lento nella prima mezz’ora per poi aumentare soprattutto nel secondo tempo, quando lo spettatore comincia a sentirsi parte attiva.

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La macchina da presa di Massimo Gaudioso si muove su un unico campo d’azione che è quello di Pietramezzana, un paese quasi perfetto, ubicato cuore delle Dolomiti lucane. I 120 abitanti – ignari dei doni meravigliosi della Natura – vivono grazie alla cassa d’integrazione che ogni mese vanno a riscuotere nell’unica banca del paese, gestita da un direttore che dirige se stesso perché è l’unico dipendente della filiale. Ha il volto di Carlo Buccirosso che con il suo solito cinismo comico riesce a rendere credibile questo personaggio sui generis. Domenico (l’ottimo Silvio Orlando) è l’anima e il cuore del film che descrive all’inizio della pellicola, con il classico “C’era una volta”, come le cose siano cambiate a Pietramezzana, dove la miniera, prima della chiusura, garantiva lavoro a tutti.

I cittadini sono rassegnati nel loro immobilismo imperante, smosso però dal carismatico Domenico che non ha alcuna intenzione di lasciare il paese, nonostante la situazione lo richieda, e quindi fa di tutto, forzando gli eventi, per riportare il lavoro in questa piccola e incantevole località della Basilicata. Per aprire una nuova fabbrica, però, c’è bisogno di un medico che dovrà essere talmente affascinato dal luogo da decidere di rimanervi per i successivi cinque anni. Da Milano arriva il chirurgo estetico Gianluca Terragni (Fabio Volo) che a poco a poco s’innamora di Pietramezzana ma, per un difetto di sceneggiatura, questa fase importante non è evidente perché manca quell’incisività che avrebbe conferito alla pellicola un maggiore glamour. Un Paese quasi perfetto complessivamente è una gradevole fiaba dei nostri giorni che si regge su un equivoco e sulla menzogna a scopo benefico. Di seguito il trailer.

Maria Ianniciello
Maria Ianniciello

Giornalista. Divulgatrice culturale. Insegnante Avanzata di Mindfulness AMPT. Dottore Magistrale in Lettere dal 2005 (si è laureata con il massimo dei voti all'Università di Roma Tor Vergata), è giornalista pubblicista da un ventennio. Maria Ianniciello ha collaborato con testate della Campania e ha diretto dal 2010 al 2012, il free press XD Magazine. Nel 2008 ha fondato il portale culturaeculture.it, uno dei primi web-magazine indipendenti della Campania e una delle realtà più longeve In Italia della seconda ondata della blogosfera. Da gennaio 2024 sta proponendo in Campania esperienze culturali con sguardo Mindful nell'ambito del progetto Risveglia la tua essenza: conduce passeggiate, laboratori, percorsi di poesia e Mindfulness e tanto altro. Scrive la newsletter "Risveglia la tua essenza" che partendo dal territorio ha un respiro nazionale.

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