Salone del Mobile 2013, la vetrina di Ron Gilad
11 marzo 2013
Redazione (4056 articles)
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Salone del Mobile 2013, la vetrina di Ron Gilad

VetrinaNell’ambito del Salone del Mobile 2013 di Milano nuovo skyline per l’evento promosso ogni anno da Molteni&C e Salvatore Ferragamo: accanto alle storiche vetrine delle boutique di Via Montenapoleone, si apre al design il nuovo showroom Salvatore Ferragamo al numero 12 di Corso Matteotti a Milano nel Palazzo Ferrania, realizzato nel 1936 dal maestro dell’architettura italiana Gio Ponti. Salvatore Ferragamo occupa i piani quinto, sesto e la Penthouse, per oltre 2000 metri quadri con altri 600 metri quadri di terrazze che offrono una magnifica vista sul Duomo, sulla chiesa di San Carlo e sulla città. Protagonista di questa edizione è Ron Gilad, artista e designer israeliano, nominato nel 2013 “Designer of the Year” dalle prestigiose riviste Wallpaper ed Elle Decor. Per il Salone 2013 Ron Gilad presenta un nuovo elemento che arricchisce la collezione Grado°, 45 ̊ Vetrina: un mobile vetrato, per ospitare oggetti e libri (dal destra). Il progetto è un’estensione del concetto-chiave della collezione. Una rotazione geometrica dei piani che porta ad angoli smussati a 45°, risolti grazie a un giunto metallico ed a profili in alluminio, rivestiti con essenze pregiate o laccati con i colori primari, il giallo, il rosso e il blu. Il risultato è sorprendente: un solido trasparente che invita a guardare ciò che custodisce. «La collaborazione con Molteni&C –  afferma Ron Gilad – è stata molto interessante perché mi ha permesso di lavorare per la prima volta con un approccio industriale. All’inizio mi sono informato sulla storia del marchio, sui valori e ho indagato come esaltarli. Mi sono concentrato sulle forme base e le ho manipolate, sia concettualmente che concretamente. Ci sono riuscito utilizzando l’essenziale, per esaltare il concetto di funzionalità». La Collezione Grado° di Ron Gilad – tavoli e tavolini, specchi, consolle – è protagonista delle vetrine di Via Montenapoleone 3 e 22/4, insieme alle creazioni Salvatore Ferragamo. Emblema di stile dall’allure contemporanea, la Lock Story presenta in questa occasione due modelli di borse donna sviluppati ad hoc per l’evento e già diventate icone della Maison: Aileen e Marisol. NDR_9818_RDisegnate per accompagnare le opere di Ron Gilad, sono modelli esclusivi con linee sofisticate e tagli moderni, pellami di altissima qualità e chiusura gioiello. La cifra distintiva del Gancio si trasforma in elemento funzionale, abbinato ad una selezione di pellami semipregiati unici nel loro gusto. Qui l’oro della finitura esalta una palette che spazia da colori classici a tonalità più accese e ricercate. Per chi cerca proposte moderne, anche un’offerta colorata in pitone millerighe, un effetto gessato che gioca sulle tonalità di colore. Raffinata la versione in bi materiale, che abbina un sontuoso vitello liscio dai cromatismi bicolore a pregiati pellami esotici. Nelle collezioni uomo, saranno presentati due modelli di borse business con colori vivaci in un delicato vitello morbido con fiore naturale. Modelli lineari e leggeri, con volumi sottili ma anche multifunzionali. Le due briefcase sono costruite a costola e rifinite con dettagli di impunture a vista. Gli accessori sono ispirati da un concetto quadrato rifinito in rutenio lucido ultrablack. Il modello con patta è snello, leggero e funzionale con un soffietto singolo e tasca porta iPad e presenta una nuova chiusura a lucchetto con la firma Salvatore Ferragamo. La brief con apertura superiore a zip a doppio scorrimento è personalizzata con il logo stampato a fuoco. Il portafoglio è realizzato in coccodrillo lucido dai colori primari e brillanti come rosso, blu e giallo. L’angolino firmato ultraslim, posizionato in obliquo, si ispira alle linee geometriche ed essenziali degli arredi del designer Ron Gilad.

Ron Gilad

Nasce nel 1972 a Tel-Aviv e studia alla Bezalel Academy of Art and Design a Gerusalemme. Dopo aver vissuto e lavorato a New York è tornato in patria. Gli oggetti ibridi di Ron Gilad abbinano l’ingegno concreto al gioco estetico; si collocano sul sottile e creativo confine fra l’astratto e il funzionale. Le sue opere raccontano la relazione tra l’oggetto e la sua funzione, mettendo in discussione la percezione umana. Ron Gilad pone incessanti domande in formato tridimensionale e congegna risposte che creano un campo di fertile dubbio. In senso metaforico, è un linguista che crea un linguaggio proprio. Studia le origini delle “parole” e sviluppa nuovi “sinonimi”. Il suo lavoro, che spazia dai pezzi unici alle edizioni limitate sino alla produzione di serie, non ha “data di scadenza” e fa parte delle collezioni sia pubbliche che private di tutto il mondo: Tel-Aviv Museum of Art, Periscope Contemporary Design Gallery, Jerusalem Art Center, Ramat-Gan Museum of Modern Art e Metropolitan Museum di New York.

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