25 agosto 2012
Maria Ianniciello (1256 articles)
Share

QUANTO E` RISCHIOSO CORRERE IL RISCHIO DI RISCHIARE

© lassedesignen - Fotolia.com

 

“È facile criticare giustamente; è difficile eseguire anche mediocremente”, affermava Diderot nei Discorsi sulla poesia drammatica del 1758.

La critica, se costruttiva, arricchisce la mente e favorisce il dibattito, contribuendo così alla crescita sia collettiva, sia individuale di un gruppo di persone. Errare è umano, perseverare è diabolico; quindi ben vengano le critiche quando sono volte al miglioramento.

Tuttavia, anche se il tempo della Santa Inquisizione è un lontano ricordo, in Italia – soprattutto nei piccoli centri del Sud, dove l’immobilismo è una costante – si trascorre il tempo erigendo dei veri e propri tribunali ideali con l’intento di demolire tutto quello che di utile alcune persone, spesso in solitudine, tentano di fare per la comunità. Un gruppo di dieci persone costruisce, tutta la cittadinanza demolisce! Perciò, a causa di quest’atteggiamento, “il condannato” si demotiva. A questo punto il passo verso lo stato d’inerzia è breve, oltre che altamente pericoloso, perché la persona “condannata”, se non dotata di tutti gli strumenti necessari per fronteggiare la critica distruttiva, potrebbe trasferirsi nell’arena degli inquisitori. Da qui l’immobilismo del Mezzogiorno, da qui la paura del fallimento e l’incapacità di mettersi in gioco, di rischiare, di fare impresa…

La paura di agire è più forte del genio creativo che è presente in ogni essere umano, sin dalla nascita; la paura annichilisce i giovani facendoli arrivare a 30 anni senza un lavoro e con la speranza che il politico di turno possa regalare loro il tanto agognato posto fisso; la paura ci fa vivere fino a 40 anni sotto l’ala protettrice di mamma e papà perché è rischioso correre il rischio di rischiare. E invece di inventarcelo un lavoro, cercando di sfruttare al meglio le nostre capacità innate, trascorriamo la vita piangendoci addosso davanti al bar o in luoghi che sembrano di aggregazione ma che in realtà sono disaggreganti! Tuttavia, ognuno di noi, nel suo piccolo, può e deve fare qualcosa. In che modo? Uscendo da questo perenne stato d’inerzia per essere finalmente, come meridionali e italiani, uomini tra gli uomini.

Che la vostra vita, che la nostra vita, sia ogni giorno all’insegna dell’azione nata dalla critica costruttiva! Questo il mio personale augurio, questo l’augurio della redazione di CulturaeCulture.it

Maria Ianniciello

 

Maria Ianniciello

Maria Ianniciello

Direttore responsabile e coeditrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Presenta spettacoli vari (sfilate e concerti) e modera convegni. Su Cultura & Culture, oltre a occuparsi di libri, attualità e arte, è responsabile della sezione Cinema.

Commenti

Ancora nessun commento. Puoi essere il primo a commentare!

Scrivi un commento

Solo gli utenti registrati possono commentare.