Emancipazione femminile, essere donne nel nuovo millennio

Su 144 Paesi avanzati l’Italia è all’ottantaduesimo posto per la parità tra uomo e donna con gravi ripercussioni sull’economia perché laddove ci sono pari opportunità c’è crescita. Ma che cos’è davvero la parità?

Il movimento femminista si è battuto, dal 1800 e fino agli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, per far ottenere alle donne quei diritti che ogni essere umano dovrebbe avere con possibilità di accesso all’istruzione e a lavori spesso di competenza esclusivamente maschile.

Si è fatto tanto e penso che ciascuna di noi debba esprimere la propria gratitudine verso tutte quelle personalità femminili che sono andate controcorrente dimostrando che non è una questione di sesso ma di capacità.

Il processo però si è arenato perché noi donne, a mio avviso, ci siamo adagiate sulle conquiste fatte e soprattutto perché siamo entrate nel mondo del lavoro con logiche esclusivamente maschili. Il femminismo ha avuto bisogno di una pausa di riflessione e oggi sta riscoprendo peculiarità che aveva abbandonato, ritrovando modi e forme di espressione tipicamente femminili basate sull’intuito. E in una società ancora patriarcale non è affatto facile.

femminile

Le donne non vogliono più rinunciare alla maternità per il lavoro né a quest’ultimo per un figlio. Si stanno cercando nuovi equilibri nei Paesi più avanzati e le donne vogliono essere parte attiva. Il corpo femminile è stato martoriato e offeso e tuttora accade, come ci dimostrano le cronache.

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Riappropriarsi del proprio corpo con estrema consapevolezza di sé e del proprio posto nel mondo è necessario ma lo dobbiamo fare con i codici linguistici e comportamentali del femminile senza paura e con l’esigenza di mostrarci per ciò che siamo e non per ciò che gli altri vorrebbero che fossimo. Quelle che consideriamo debolezze sono in realtà la nostra vera forza. La creatività è la nostra arma migliore, l’asso nella manica, la cosa che più di tutte ci contraddistingue e che se davvero usata ci farà spiccare il volo.

A tal proposito vi consiglio di guardare un film molto bello che ho avuto modo di vedere di recente su Sky ed è La Principessa e L’Aquila. La macchina da presa ci conduce in Mongolia, dove una bambina sogna di diventare addestratrice di aquile, una mansione tipicamente maschile in una realtà che vede le donne relegate solo al ruolo di madre e di custodi della casa. Il padre la sostiene in questa impresa e, infatti, la ragazza riesce a farcela nonostante le insidie.

Ci sono tante modalità con cui possiamo esprimerci ma rinnegare noi stesse, la nostra cultura e ciò che veramente siamo è il modo peggiore per intraprendere qualsiasi iniziativa finalizzata al  benessere psicofisico. E non sempre c’è un padre a sostenerci, spesso è proprio quest’ultimo che vorrebbe tagliarci le gambe, impedendoci di esprimere la nostra natura e il nostro talento. Ma ricorda: ci sarà sempre qualcuno o qualcosa che ti tenderà la mano per aiutarti ad evolvere…

 

Dott.ssa Maria Ianniciello, giornalista pubblicista e naturopata

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Naturopata ad indirizzo psicosomatico. Aromaterapeuta. Diplomata in Naturopatia presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica. Lavora sia in gruppo che individualmente con consulenze naturopatiche e sedute di aromaterapia. Giornalista pubblicista. Scrive di benessere, aromaterapia, motivazione al femminile, LifeStyle. Ama la Cultura, in particolare il cinema. Lettrice vorace. Si è laureata in Lettere nel 2005 presso la Seconda Università di Roma con il massimo dei voti.

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