OLIVER TWIST ALLE GIORNATE DEL CINEMA MUTO

Dopo un avvio nel segno dell’anteprima mondiale del ritrovato Robinson Crusoe di Méliès, la 31a edizione delle Giornate del Cinema Muto – festival dedicato esclusivamente ai film realizzati prima dell’avvento del sonoro, in programma a Pordenone (Teatro Comunale Giuseppe Verdi) fino al prossimo 13 ottobre per la direzione artistica dello storico inglese David Robinson – prosegue oggi, domenica 7 ottobre, con l’avvio dell’ omaggio dedicato al bicentenario della nascita di Charles Dickens (1812-1870).

In occasione di questa importante ricorrenza le Giornate propongono la più ampia rassegna di film muti su soggetti dickensiani mai realizzata. Nel periodo del muto furono realizzati circa cento film tratti dalle opere di Charles Dickens, non solo nel suo paese natale o negli Stati Uniti, ma anche in Italia, Francia, Germania, Ungheria, Russia, e, in modo particolare, in Danimarca. La perdurante popolarità mondiale delle sue storie e dei suoi personaggi è fuori discussione così come la loro fondamentale influenza su un artista del calibro di Chaplin. La rassegna di Pordenone include anche il primo adattamento dickensiano di cui si abbia testimonianza, The Death of Poor Joe di George Albert Smith, riscoperto negli archivi del British Film Institute da Bryony Dixon lo scorso febbraio e che ora, dopo oltre 110 anni, si può nuovamente rivedere.

Fra i titoli più attesi, in programma proprio nella serata di domenica, una versione ungherese (incompleta) di Oliver Twist (“Twist Olivér”, realizzato dall’ungherse Márton Garas nel 1919 e da poco ritrovata), che sarà affascinante confrontare con la versione hollywoodiana del 1922 diretta dall’abile e prolifico regista scozzese Frank Lloyd e interpretata da Jackie Coogan (diventato una star dopo il successo planetario ottenuto nel 1921 con Il Monello di Charlie Chaplin) e Lon Chaney. I due film saranno proiettati al Teatro Verdi di Pordenone a partire dalle 20.30. Ancora, nella rassegna, alcuni dei fedeli adattamenti danesi magistralmente diretti da A.W. Sandberg e ora restaurati digitalmente dal Danish Film Institute. Al grande scrittore inglese è dedicata anche la mostra “Charles Dickens in Italia”, ispirata al viaggio compiuto da Dickens nel nostro paese nel 1844-45 e descritto nel suo Pictures from Italy.

Sempre nella giornata di oggi, anche il primo appuntamento con l’atteso omaggio ad Anna Sten (1906-1993), una delle grandi attrici del cinema mondiale, oltre che una delle più belle, oggi ingiustamente dimenticata. Si vedranno tutti i film muti da lei interpretati in Unione Sovietica e poi in Germania, prima che il produttore Samuel Goldwyn la portasse a Hollywood con la ferma intenzione di farne “la nuova Garbo”. Oggi in programma “Zemlya v plenu” (La terra prigioniera, USSR 1927), di Fyodor Otsep.

Ampio spazio nel calendario della seconda giornata di festival, all’appuntamento con la retrospettiva dedicata al cinema d’animazione tedesco: dopo il grande consenso ottenuto lo scorso anno con il programma sull’animazione giapponese, le Giornate fanno spazio quest’anno a circa quaranta titoli per illustrare illustrare la grande varietà della produzione animata del primo dopoguerra in Germania.

Nei prossimi giorni Le Giornate presenteranno anche l’attesa prima mondiale del Phono-Cinéma-Théâtre, meraviglia tecnologica e una delle attrazioni di maggior successo dell’Esposizione di Parigi del 1900, vero trampolino di lancio per l’invenzione dei Lumière e importante vetrina per le sperimentazioni sul suono e sul colore.

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Da segnalare, inoltre, in occasione dei seicento anni della nascita di Giovanna d’Arco, la proiezione del capolavoro di Carl Theodor Dreyer La passione di Giovanna d’Arco (1928). In prima assoluta (mercoledì 10 ottobre nel Duomo di San Marco a Pordenone), l’esecuzione della nuova partitura composta da Touve Ratovondrahety per organo, coro, violoncello solista, trombe e tromboni, che sarà eseguita dal Coro e da elementi dell’Orchestra San Marco di Pordenone, con Giuseppe Barutti (Solisti Veneti) al violoncello.

Tra gli eventi speciali di quest’edizione anche Le petit nuage, leggera, romantica fantasia muta contemporanea ambientata a Parigi, con la quale Renée George, della troupe di The Artist, ha voluto rendere il suo personale omaggio alla magia del cinema muto. Fondamentale anche in questo caso il ruolo della musica, composta dalla stessa Renée George insieme a Robert Casal.

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