Marco Mengoni live a Napoli: un tripudio di emozioni

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Marco Mengoni © Benedetta Cordone

“Io sono il surfista e voi la mia onda anomala” queste le commosse parole con cui Marco Mengoni ha cercato di definire l’idilliaco rapporto che lo lega ai suoi fan durante il concerto che l’artista ha tenuto ieri sera presso il teatro Augusteo di Napoli. Sold out da mesi, la seconda data partenopea del fortunatissimo “L’Essenziale tour 2013” ha sicuramente mantenuto le grandi aspettative del cantautore di Ronciglione in termini di coinvolgimento e calore da parte del pubblico.

Fin dalle prime note della sempre coinvolgente “Pronto a correre”, Marco si è subito mostrato a proprio agio in un elegantissimo completo color ghiaccio pronto a sciogliersi di fronte al forte coinvolgimento emotivo dei presenti. Sicuro e carismatico al punto giusto, Mengoni si destreggia tra i suoi 9 led luminosi nel vortice  delle sonorità ballerecce di “Evitiamoci” e “Bellissimo”. La sua vocalità, ormai nota per l’incredibile versatilità che ne costituisce la caratteristica più preziosa, consente all’artista di padroneggiare a proprio piacimento i suoi brani senza perdere mai di vista l’essenza più profonda del suo essere forgiatore di emozioni.

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Marco Mengoni © Benedetta Cordone

“La falange partenopea è sempre molto ben predisposta a darsi”, afferma Mengoni in una delle sue numerose gag, e, mentre la struggente scioglievolezza di “Non passerai”, cantata ad occhi chiusi e a cuore aperto coinvolge inesorabilmente tutti, la sottile sensualità carnale di “Avessi un altro modo” trova negli inimitabili acuti di Marco l’acme dell’interpretazione del brano. Le scariche adrenaliniche di “Dall’inferno” rappresentano una vera e propria scarica di energia , ogni riff di chitarra è un vero e proprio colpo alla testa: da vertigini. Al sopraggiungere di “I got the fear” Marco imbraccia un’elegante sei corde e si lascia ispirare dal fascino senza tempo dei blues man d’oltreoceano, il risultato è una goduria. “Nelle cuffiette vi sentite solo voi”, esclama esterrefatto Marco, mentre introduce il brano che Ivano Fossati ha scritto per lui, intitolato “Spari nel deserto”.  “Nichilista di nessun sentimento”, Mengoni lascia che i sentimenti migliori affiorino tutti e contemporaneamente insieme con una straordinaria dimostrazione di ecletticità musicale. Il pathos di “20 sigarette”, l’intensità de “La vita non ascolta” e la preziosa intimità di “Natale senza regali” riempiono di volume la piena delle emozioni, ma il flusso è destinato a crescere con la teatralità conquistatrice di “Come ti senti”. Marco è tarantolato, balla, ammicca, canta e sorride, spostando il proprio baricentro vocale e fisico in maniera sempre nuova e sempre sorprendente. La strofa “E non mi importa se sei fuori dalla valle dei re” diventa “Anzi, mi importa se tu ci sei” nella sempre bellissima “La valle dei re”: imponente e suggestiva quanto basta per non stancarsene mai.

L’anima black di Marco straborda da tutte le parti: prima con l’imitazione della tromba su  “Un’altra botta” poi nella spensierata leggerezza reggae di “Questa notte”e ancora, tra una pausa e l’altra, il pubblico riesce a dedicargli l’immancabile “O surdato ‘nnamurato”. “Dove c’è musica amicizia si genera” cantava Jovanotti nella sua “Terra degli uomini”: così è per tanti dei fan di Mengoni che vivono la sua, di musica, come una festa che ogni volta si rinnova con un bagaglio di emozioni e ricordi sempre più grande. “Speriamo che tu sia veramente felice come noi” cita l’unico striscione appeso in galleria, perché si, la musica di Marco fa star bene e lo si vede nei sorrisi e negli abbracci che nascono spontanei al primo accenno de “In un giorno qualunque”.

Marco Mengoni © Benedetta Cordone
Marco Mengoni © Benedetta Cordone

Marco è visibilmente commosso ma un’ incredibile ondata di energia scalza via il magone con “Non me ne accorgo”.  “Sono qui grazie alle persone che ascoltano il mio disco, le mie parole, le mie canzoni. Siete voi che mi date la forza di salire sul palco, siete voi che ogni giorno mi date la possibilità di crescere e aggiungere un mattoncino al muro della vita per cui non posso fare altro che dirvi grazie”, dice Marco nell’introdurre “L’essenziale”, ormai vero e proprio brano simbolo del suo forte legame coi fan. Prima del rush finale, l’intero teatro intona due dei più noti successi del cantautore come “Dove si vola” e “Tanto il resto cambia”, a dimostrazione del forte impatto emotivo che i due brani ancora suscitano nel cuore dei fan di Marco. A chiudere il concerto l’eleganza di “My magnetic heart”, la versione inglese di “Non passerai” e la trascinante e vigorosa energia di “Una parola”. “È sempre un piacere fare affari con voi”, chiude Mengoni,  la cosa è sicuramente reciproca.

 Raffaella Sbrescia

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Foto di Benedetta Cordone

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Autore dell'articolo: Raffaella Sbrescia

Raffaella Sbrescia
Raffaella Sbrescia è una giornalista iscritta all'ordine dei Giornalisti della Campania dal 2010 e blogger per il blog musicale "Ritratti di note". Dopo la laurea triennale in Lingue, culture e letterature dell'Europa e delle Americhe ha conseguito la laurea magistrale in Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea presso l'Università degli Studi di Napoli l'Orientale con il massimo dei voti. Da sempre interessata al mondo della musica, dell'antropologia, dei viaggi e della letteratura, per Cultura & Culture è responsabile della sezione eventi e spettacoli.

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