L’uomo sul treno: recensione, trama e trailer

L’uomo sul treno: recensione – Sembra che la cinematografia contemporanea abbia un certo debole per le storie ambientate sui treni. Ricordate Assassinio sull’Oriente Express? E La ragazza del Treno? Sì? No? Se non li avete visti vi consiglio di farlo perché sono due ottimi thriller. Ora, il 25 gennaio scorso è uscito nelle sale L’uomo sul treno. Liam Neeson, l’attore veterano dei film d’azione, questa volta veste i panni di Michael McCauley, sessantenne che è stato licenziato, perché costa troppo alla sua azienda. Scopriamo che aveva lasciato il distintivo da poliziotto anni prima per una vita più tranquilla e s’intravedono in Michael le tracce dell’ex agente segreto della CIA Brian Mills (nda della serie di film Taken), solo che a differenza di quest’ultimo il nuovo personaggio di Neeson si mostra più insicuro e la sua battaglia non è personale ma collettiva; nello specifico l’uomo lotta per una causa sociale che riguarda non la sua famiglia – per la quale nutre certo un profondo affetto  – bensì i passeggeri del treno.

L’uomo sul treno

Una donna affascinante e misteriosa gli dà il gravoso incarico di cercare una persona che è sul convoglio e che custodisce un oggetto rubato. Ci riuscirà? Riuscirà Michael a capire qual è la cosa giusta da fare, mostrando di essere ancora scattante? L’uomo sul treno è dunque un film a metà strada tra il già citato Assassinio sull’Oriente Express e Unstoppable – Fuori controllo, nel quale Denzel Washington veste i panni di Frank, un macchinista costretto alla pensione che mostrerà ai suoi datori di lavoro quanto l’esperienza conti più della giovane età. Michael e Frank si somigliano in questo.

L’uomo sul treno

La società di oggi è sempre più in balia del tempo come il coniglio bianco di Alice nel Paese della Meraviglie. Di conseguenza considera l’anzianità un limite anziché un valore aggiunto e, quindi, la produzione (si evince dai discorsi del broker de L’uomo sul treno) ha la meglio sull’aspetto umano. Eppure tra la classe media si nascondono gli eroi della porta accanto che ogni giorno, tra sacrifici e momenti di tenerezza, fanno di tutto per riuscire a pagare il mutuo e per dare ai figli una vita dignitosa, istruendoli nelle scuole migliori. L’uomo sul treno, diretto da Jaume Collet-Serra, non è uno di quei film d’azioni che passerà agli annali ma con le sue sequenze movimentate, il ritmo al cardiopalmo e una serie di colpi di scena riesce a tenere alta l’attenzione dello spettatore sino alla fine.

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Fondatrice di Cultura & Culture. Giornalista, iscritta all'Ordine dei giornalisti della Campania. Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Laureata in lettere con il massimo dei voti (vecchio ordinamento) presso la Seconda Università di Roma, lavora a tempo pieno da diversi anni nel giornalismo. Ha lavorato con quotidiani e televisioni dell'Irpinia e del Sannio: Valtelesinanews, Buongiorno Irpinia, Telenostra e Ottopagine. Ha collaborato con Paolo Filippi per il programma "Cordialmente" e con Radio Sì di Bruxelles. Dal dicembre 2010 al dicembre 2011 ha diretto la rivista a vocazione territoriale XD Magazine, che esce nelle province di Avellino e Benevento. A dicembre 2010 è uscito il suo primo romanzo "Conflitti" Tra il 2012 e il 2013 escono i primi due quaderni della serie: Le interviste di Maria Ianniciello. Il direttore di Cultura & Culture intervista Aldo Masullo e il fratello di Salvo D'Acquisto, Alessandro. Da gennaio 2016 è naturopata in formazione presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, presieduto da Raffaele Morelli. Su Cultura & Culture si occupa di benessere e naturopatia con un occhio sempre attento alla cultura. Pratica l'aromaterapia sia in gruppo che individualmente e fa consulti naturopatici.

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