Maratea: la via lattea del mare

Maratea
Maratea

 Un cielo condiviso dai monti e dal mare è quello di Maratea, unico comune della Basilicata ad affacciarsi sul Mar Tirreno caratterizzato da un pittoresco paesaggio a strapiombo sul mare.  Trenta chilometri di una costa estremamente  frastagliata ne merlettano i tratti con insenature e grotte, scogli e secche, tanto da essere conosciuta anche come la “perla del Tirreno”.

Echi di un passato trascorso a difendersi dalle incursioni dei pirati e dai saraceni sono ancora visibili nel complesso di sei torri quadrate strategicamente erette su punte e alture per l’avvistamento dei nemici e la difesa del territorio. Incastonate tra il confine con la Calabria e quello con la Campania, le vie di Maratea si dispiegano, contorcendosi in lunghi ed impervi tratti pieni di curve e tornanti che, se da un lato inquietano, specie di notte, dall’altro riempiono il cuore con dei travolgenti tramonti. Piccole baie, spiagge sabbiose, acciottolate, ferrigne o calcaree conquistano lo spirito e il corpo in cerca di riposo e diletto. Lo sciarbordìo delle onde sui ciottoli trascina la mente oltre i confini del quotidiano in un mondo onirico fatto di pensieri vacui e felici mentre una secolare vegetazione di pini, ulivi, querce, carrubi ed elci si specchia nelle acque del mare che si cangiano di mille colori: dal verde smeraldo, al turchese al pervinca.

Cersuta
Cersuta

La costa nord – Partendo dalla costa nord, poco lontano dal lungomare campano di Sapri, si scorgono le lussureggianti spiagge di Acquafredda: Luppa e Anginarra salutano, rigogliose, la pittoresca “grotta del Monaco eremita”, lo “scoglio dello Scialandro” e la “Spigolatrice di Sapri” mentre i fondali, popolati da lunghe praterie di posidonia oceanica, gli conferiscono un’ottima qualità biomarina. Le acque dolci che le montagne raccolgono nelle loro viscere, precipitano in profondità per poi riaffiorare sulla superficie del mare. Proseguendo verso sud la Spiaggia delle Pietre Cadenti, quella dei 200 scalini di Grotta della Scala e Porticello si susseguono salutando le “dolomiti” lucane  proprio di fronte alla villa di Francesco Saverio Nitti, oggi sede di numerosi eventi di prestigio artistico e culturale. Subito dopo è la volta di Cersuta , la cui Baia D’u Nastru è un piccolo e raro esempio di gioiello da preservare: liscissimi scogli lavorati dal mare, grotte ricchi di stalattiti e stalagmiti e infinite colorazioni del mare ne fanno fonte di gioia per gli occhi. Sita nella Baia di Ogliastro, Cersuta si eleva tra la punta dell’Asina e la baia dei Grivi, proprio sotto l’antica mulattiera, prima che si scorga la spiaggia di Fiumicello che raccoglie freschi rigagnoli d’acqua sorgiva.

Il porto – Un pugno di case appollaiate introducono l’ingresso al piccolo porto di Maratea, antico centro di collegamento, oggi punto di attracco per le numerose barche che vi approdano. Sito in un felice squarcio degli scogli, il piccolo porticciolo accoglie anche i pochi pescatori che, con infinita dedizione, si dedicano ad un mestiere duro ed affascinante al contempo.

Spiaggia della Grotta della Scala
Spiaggia della Grotta della Scala

La costa sud – Decisamente più nascosta al primo sguardo, ma altrettanto riccamente frastagliata, è la costa di Marina di Maratea: l’isolotto di Santo Janni, la spiaggia del Macarro, la Baia di Illicini, la celeberrima ed incandescente Spiaggia Nera e la pittoresca cala de “La secca” sono quelle più facilmente raggiungibili mentre la suggestiva Grotta delle Monachelle e quella di Funna Coreggio si alternano alla bellissima Grotta d’a Sciabella che, con la sua piccolissima spiaggetta illuminata da un buco circolare, subito dopo aver attraversato la caverna, è una mirabolante sorpresa per gli occhi e per il cuore. La selvaggia baia di Calaficarra (fico selvatico) e Santa Teresa ci introducono alla punta della “Cattiva mujera” e alla baia di Torre Caina, dove si narra che un tempo ci fu un truce regolamento di conti tra fratelli invischiati nella malavita. Giusto il tempo di voltare l’angolo ed ecco l’ultimo scorcio costiero della Basilicata: il golfo D’ a Gnola che ospita la lunga piana di Castrocucco, ultimo baluardo dell’incontaminata costa lucana.

L’intervista – A traghettarci tra i segreti del mare marateota e non solo, è l’escursionista e palombaro Giovanni Lagatta.

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Da trent’anni in attività, Giovanni è l’emblema della convivialità marateota: «Per fare il mio lavoro, spiega, occorrono infinità passione ed entusiasmo. Il mare è sempre prodigo di emozioni per cui la curiosità e la voglia di imparare da lui non devono mai mancare». Una vita trascorsa in acqua, sopra e sotto il mare, per lavoro, per passione, per amore eppure le difficoltà non sono  mancate:« La burocrazia è sempre stato un male da affrontare e possibilmente sconfiggere. Qui manca un po’ il senso dell’imprenditorialità e mi rammarica molto dover dire che la costa marateota è davvero poco pubblicizzata. Tuttavia, continua Giovanni, la naturale bellezza selvaggia della costa è ciò che di più prezioso abbiamo e sarà sempre un vanto per noi e per il nostro territorio». Tra un’escursione e l’altra, Giovanni trova anche il tempo di suggerire una ricetta tipica ai suoi escursionisti: spaghetti coi fiori di zucca e parmigiana di alici, vanno così ad unirsi ai tre piaceri della vita che Giovanni ama definire così: « Immorali, fuorilegge e ingrassanti».

Grotta delle Meraviglie
Grotta delle Meraviglie

La grotta delle Meraviglie – Proseguendo sulla statale ss 18 della Salerno- Reggio Calabria, in direzione del centro storico di Maratea, si trova la magnifica Grotta di Marina, meglio nota anche come la Grotta dei Meraviglie: una piccola stupefacente cavità carsica gestita dalla cooperativa “Mar-ar-thea” e che al costo di tre euro permette un viaggio tra secoli e forse anche millenni: antichissime stalagmiti risalenti addirittura a migliaia di anni fa, popolano la piccola città fatta di gocce e sali minerali: sottilissime stalattiti sbrilluccicano in tutta la loro fragilità suggerendo una reverenziale contemplazione di tanta preziosa delicatezza.

 

 

La statua del Redentore
La statua del Redentore

Il Redentore – Impossibile da non notare è la statua del Redentore di Maratea, che con i suoi 22 metri d’altezza s’impone, in tutto il suo splendore, su tutto il golfo. Opera dello scultore Bruno Innocenti e realizzata in travertino bianco di Carrara, la statua raffigura un giovane che dà le spalle al mare per omaggiare la Basilica di San Biagio, posta proprio di fronte alla statua, per rinfrancare lo spirito dei pellegrini e per coinvolgere i marateoti, storicamente legati alla montagna, alla vita di mare. Un travolgente scenario naturale accompagna la maestosa ed inquietante figura del Redentore mentre le antiche rovine del Castello di Maratea fanno da custodi perenni alla Basilica di San Biagio , un tempo tempio pagano dedicato a Minerva, oggi custode, dal 732, del torace del martire armeno le cui spoglie, sfuggirono alla furia iconoclasta. Suggestivo di giorno, specie al tramonto, impressionante di notte quando, decine di pipistrelli attorniano la statua illuminata da miriadi di vicinissime e luminose stelle.

Il centro storico – Arroccato in posizione strategica su un fianco del monte S. Biagio, il centro del paese si protende verso il mare, da cui non può essere avvistato, in un trionfo di viuzze e vicoletti attorcigliati su sé stessi intorno al campanile della Chiesa Madre tra antichi archi e consumatissime scalinate modellate dai passi della storia. Il fortissimo spirito religioso dei marateoti è ben visibile attraverso le famose 44 Chiese, Le Cappelle, i conventi e il Monastero. Non solo religione e folklore animano Maratea, bensì durante l’ inverno un vigoroso impulso artistico e culturale caratterizza la vita quotidiana dei Marateoti. Oltre alla produzione di prodotti artigiani quali il famoso amaro, i salumi e i formaggi e i celeberrimi bocconotti alla crema e amarena o i Fiori di Zucca ripieni di mozzarella, Maratea è famosa anche per l’artigianato tessile e la realizzazione di cesti intrecciati a mano. La cosa davvero sorprendente, però, è che in molti angoli del centro è possibile notare la presenza di numerosi e rinomati studi d’arte, di grafica e di ceramica.

L'orchestra Città di Salandra
L’orchestra Città di Salandra

Maratea in Scena – A dimostrazione della forte vena creativa marateota, l’estate 2013 si sta rivelando davvero prodiga di iniziativa artistiche e culturali con la ricchissima rassegna estiva “Maratea in Scena”. Tra tutte, vale la pena citare la “Mostra dei Soli Numeri Uno delle Riviste d’Epoca”, a cura dell’appassionata  collezionista Rosanna Tundo che ha raccolto rarissime prime copie di “Si”, “Panorama”, “Il mattino illustrato”, Il girotondo”, Marie Claire”, “Primo amore” dando, così, un reale contributo alla conservazione della tradizione editoriale italiana. Ancora arte contemporanea con la pop art di Ercole Pignatelli e i tratti tridimensionali del pennello di Athos Faccincani, le videoinstallazioni di Lodola o ancora le tele surreali di Prillo che si diverte a realizzare inedite storie dipinte con le figure dei più noti personaggi delle fiabe Disney e non  solo. Colori vivaci e ambientazioni notturne animano di vita e di emozioni la limonaia di Maratea. Nell’ambito della Mostra Dna, inaugurata il 12 agosto, il Professor Raffaele Iannone ha aperto le porte dei meandri più segreti della sua arte e di quella di Paolo Tommasini e Mimmo Longobardi: le loro opere sono il risultato di un lungo lavoro e tecniche antiche, l’utilizzo di materiali eterogenei ed ispirazioni estemporanee hanno dato vita alla visione di una dimensione esterna e allo stesso interna all’essere umano per risolvere conflitti e pensare a delle proiezioni di quello che potremo essere dopo la morte. Non solo arte ma anche tanta musica a completare il cartellone dell’estate marateota: Marco Zurzolo 4tet, il concerto Galà –Omaggio a G.Verdi dell’Orchestra del Teatro Chernivsti, il Gran Concerto Bandistico Città di Salandra, il concerto del Quartetto Rossini  (ensemble di archi e flauto), il concerto dell’Aurora dell’Orchestra sinfonica Russa “Tchaikovsky”, diretta dal Maestro L. Quadrin, il prestigioso Maratea Festival Jazz ed il Mara_Rio Festival rappresentano, infatti, i picchi della variegata offerta artistico-musicale di una città estremamente ospitale e gioviale.

 Raffaella Sbrescia

Foto di: Errico Sarmientos

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Autore dell'articolo: Raffaella Sbrescia

Raffaella Sbrescia
Raffaella Sbrescia è una giornalista iscritta all'ordine dei Giornalisti della Campania dal 2010 e blogger per il blog musicale "Ritratti di note". Dopo la laurea triennale in Lingue, culture e letterature dell'Europa e delle Americhe ha conseguito la laurea magistrale in Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea presso l'Università degli Studi di Napoli l'Orientale con il massimo dei voti. Da sempre interessata al mondo della musica, dell'antropologia, dei viaggi e della letteratura, per Cultura & Culture è responsabile della sezione eventi e spettacoli.

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