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GIORGIO E GIULIANA: ECCO COME ABBIAMO PERCORSO L’AMERICA IN VESPA

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Ciao Giorgio, ciao Giuliana. Innanzitutto benvenuti su CulturaeCulture.it. Come è nata la passione per i viaggi e cosa rappresenta per voi il viaggio?

Ciao e grazie. Abbiamo sempre avuto la passione per i viaggi. Inizialmente usavamo moto, treni, autostop o quello che capitava! Il primo viaggio in vespa è stato in America sulla Route66 nel 2010.

Giorgio: Per me il “viaggio” è una fuga, io scappo da obblighi, doveri, monotonia; quando sono in strada torno vivo e non esiste nient’altro, non so nemmeno io come cosa mi accade… so solo che voglio stare per strada e lasciare tutto al caso!

Giuliana: All’inizio ero spinta dalla voglia di conoscere culture e posti diversi; quindi viaggiavo per un arricchimento personale, ora è diventato un vero e proprio bisogno.

La vespa per voi è sinonimo di….

Giorgio: La vespa, come qualsiasi due ruote, è sinonimo di libertà; l’idea di viaggiare in vespa mi è venuta in mente un po’ per caso, per sfida; il Generale mi è stato regalato che era un ferro vecchio, tutto arrugginito, e a quelli che mi dicevano di buttarlo via rispondevo che l’avrei dipinto come il generale Lee della serie televisiva Hazzard e che ci avrei percorso la strada madre, la strada per eccellenza! Ho sempre sognato di percorrere quella strada e ho voluto farlo con un mezzo che ci obbligava ad “andare” lento, anche quando potevo viaggiare veloce; ed è stata proprio questa scelta che ci ha permesso di incontrare tutte quelle anime lungo la strada!

Avete fatto tanti viaggi in Vespa ma qual è il luogo che vi ha donato di più in termini di crescita?

Giorgio: Qualsiasi viaggio in qualsiasi posto ti fa crescere e ti cambia per sempre. A volte non c’è bisogno di andare molto lontano, si possono incontrare persone e luoghi fantastici anche vicino casa, com’è successo poco tempo fa a Grottaminarda, in provincia di Avellino, e dintorni dove abbiamo assaporato la calorosa ospitalità della sua gente e attraversato paesi e luoghi di una bellezza antica e unica. I posti che abbiamo visitato sono totalmente differenti uno dall’altro che in modi diversi mi hanno tutti donato molto più di una cosa, ma per me resta ancora l’America, tutta quanta. Come scrivo nel libro è stato incredibile trovare tutte quelle persone che ci abbracciavano e ci ospitavano, che addirittura ci davano 20 dollari per la benzina e che ci dicevano che volevano contribuire al sogno e tutto questo in scenari da brivido. In America ho trovato la libertà e l’apertura mentale, un posto in cui è ancora possibile sognare e dove riuscivo a respirare. L’America mi ha fatto conoscere “l’essere umano”.

Giuliana: Per me forse il Sud Est asiatico e in particolare la Cambogia, un posto magico, di una spiritualità indescrivibile, dove le persone, nonostante l’estrema povertà, hanno una dignità sconvolgente. Ricevere un bicchiere d’acqua da una bambina in un villaggio sperduto ti dà più di quanto si possa immaginare o desiderare.

Qualche episodio che vi piacerebbe condividere con noi di CulturaeCulture.it e che vi portate nel cuore?

Giorgio: Questa domanda è troppo difficile, gli episodi sono tantissimi e tutti legati a persone incontrate lungo la strada o a luoghi in cui abbiamo rischiato di più, come la valle della morte in America dove le temperature a fine giugno raggiungevano i 60 gradi. Un posto preistorico, affascinante e inquietante allo stesso tempo, dove il nulla e tutto sono la stessa cosa. Noi abbiamo impiegato due giorni per attraversarla e nonostante il caldo insopportabile e la consapevolezza di poter morire è stata una delle esperienze più forti vissute.

Avete pubblicato con Mursia “L’America in Vespa”. Come è nato questo libro?

Giorgio: Appena tornato a casa ho scritto il libro perché ho sentito il bisogno di farlo, quello che ho provato è stato troppo intenso per non scriverlo e volevo anche ringraziare tutte le persone fantastiche incontrate lungo la strada!

Come vi siete conosciuti?

Giorgio: Io e Giuliana ci siamo conosciuti a un motoraduno 14 anni fa; là  è iniziato tutto.

Progetti?

Giorgio: Ho talmente tante cose per la testa che non so da dove cominciare…. Per ora continuo a sognare visto che ancora mi devo svegliare dal viaggio in America. Spero di poter continuare a scrivere e incontrare tutte le anime e i “fantasmi” di strada. A proposito tra non molto uscirà il mio secondo libro sempre edito da Mursia.

Per informazioni: http://www.terraeasfalto.it/ 

Maria Ianniciello

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Maria Ianniciello

Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo culturale intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione.

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