Cracovia: suggestioni dal passato

Budapest Cracovia

Dopo otto inaspettate ore di viaggio, finalmente siamo in Polonia. Inaspettate, perché a vederle sulla cartina Budapest e Cracovia non sembrano così lontane, ma il fatto è che sono collegate solo da strade quasi sempre a un’unica corsia.

Paesaggio Slovacchia
Paesaggio Slovacchia

Un itinerario slow, quindi, che attraverso i piccoli paesi del nord dell’Ungheria, la Slovacchia con le salite e discese lungo il suggestivo paesaggio dei monti Tatra (i Bassi Tatra) e la Polonia meridionale conduce sino a quella che un tempo fu la capitale del Paese.

Raggiungiamo la nostra nuova casa, ceniamo velocemente e anche se un po’ stanchi decidiamo di uscire per quella che ormai è diventata una tradizione: la prima passeggiata, in genere serale. Tutto ci porta verso la città vecchia e quella piazza vista tante volte in fotografia, ossia Rynek Glówny, la Piazza del Mercato. Pare che sia la più grande piazza medievale d’Europa e la cosa è abbastanza credibile: perfettamente quadrata, ogni lato misura ben 200 metri. In un primo momento siamo tratti in inganno dal Fondaco dei Tessuti, una lunga costruzione che taglia la piazza in due e che a prima vista la fa percepire grande la metà. Poi, passeggiando, comprendiamo le reali dimensioni. Sbalorditive. Senza contare la bellezza degli edifici che ne delimitano il perimetro, dalle colorate facciate delle case all’imponente Chiesa di Santa Maria, con le sue due torri diverse e il suono di tromba che ogni ora viene riproposto da quella più alta. Una melodia semplice, che in epoca medievale serviva per dare l’allarme in caso di attacchi e che è diventata un simbolo della città.

Piazza del Mercato con Chiesa di Santa Maria @ Valentina Sala
Piazza del Mercato con Chiesa di Santa Maria @ Valentina Sala

Istintivamente alcuni aspetti di Stare Miasto, la città vecchia, ci fanno subito pensare a Praga. Ma è la prima impressione, e nei prossimi quattro giorni di tappa qui avremo sicuramente modo di conoscere meglio la vecchia capitale del Regno di Polonia. Ci perdiamo per un po’ tra le strade vicine alla piazza centrale e sembra di essere catapultati in qualche scena di “Amadeus” di Miloš Forman, ambientato a Vienna ma girato a Praga, come Cracovia più simile a come doveva essere la capitale asburgica nella seconda metà del XVIII secolo. In effetti, quando sul finire del Settecento la Polonia venne spartita tra Austria, Prussia e Russia, Cracovia e i territori vicini furono annessi all’impero austro-ungarico e insieme a parte dell’attuale Ucraina andarono a costituire la provincia austriaca della “Galizia”, terra natale di Joseph Roth e dalla quale provengono alcuni dei suoi personaggi.

Piazza del Mercato con Fondaco dei Tessuti @ Valentina Sala
Piazza del Mercato con Fondaco dei Tessuti @ Valentina Sala

Le carrozze con i cavalli trasportano, esattamente come a Vienna, i turisti che vogliono illudersi per qualche minuto di trovarsi in un’altra epoca. Non ho mai apprezzato passatempi come questo, però una cosa bisogna dirla: di sera, quando alcune strade del centro sono in parte buie e qualche violinista intrattiene i passanti con i suoi virtuosismi, sentire in lontananza il rumore degli zoccoli dei cavalli in arrivo è abbastanza suggestivo. Dà sostanza a quella sensazione di essere in un altro tempo, in una città a cui, nonostante la recente e innegabile rifioritura, la storia ha tolto il primato di capitale e di centro culturale del Paese e che nelle sue vie evoca un passato glorioso, forse con un pizzico di sana malinconia.

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Raggiungiamo la bassa collina del Wawel, con il suo castello sulla cima. Non c’è molta gente in questa zona la sera: si passeggia in tranquillità e girando tutt’intorno al Wawel si arriva sino alla Vistola, con il suo calmo lungofiume. Più ci avviciniamo di nuovo al centro e alla Piazza del Mercato, più aumentano le persone, tanto che camminare diventa un’impresa non del tutto semplice: bastano pochi passi ed ecco che qualcuno ci ferma per proporci serate fantastiche e sconti imperdibili all’interno di un qualche locale della zona. Ci parlano tutti in polacco e rimangono stupiti quando rispondiamo che, purtroppo, possiamo comunicare solo in inglese. Una lingua, l’inglese, che tutti questi abili pr di Cracovia in realtà conoscono molto bene. La cosa strana è che pare ci prendano entrambi, la sottoscritta e Daniele, per polacchi.

Centro di Cracovia @ Valentina Sala
Centro di Cracovia @ Valentina Sala

Il programma dei prossimi giorni è molto ricco: visitare il centro e la collina del Wawel con il suo castello; perderci per le vie di Kazimierz, il quartiere ebraico, e sperimentare un po’ della famosa vita notturna che tanto lo caratterizza; fare un giro in quello che fu il ghetto (nella zona di Podgórze) e, vista la vicinanza a Cracovia, tappa anche ad Auschwitz-Birkenau. Spensieratezza e riflessione. Raccolta memoria e divertimento.

Valentina Sala

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Un mese in viaggio con noi. Destinazione? Polonia!

La prima tappa del nostro tour: siamo a Budapest!

Prima di partire…cartoline da Budapest

 

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Autore dell'articolo: Valentina Sala

Valentina Sala
Giornalista pubblicista. Tra i suoi campi di interesse soprattutto viaggi e cultura. Dopo una laurea di primo livello in Scienze della Comunicazione consegue la specialistica in Editoria con il massimo dei voti e con una tesi sul rapporto tra letterati e città, ricostruendo la Parigi di Émile Zola e la Vienna di Joseph Roth. Collabora con più giornali e riviste e affianca alla professione giornalistica quella di insegnante di Psicologia della Comunicazione. Tra le sue passioni i romanzi capaci di raccontare un luogo e un’epoca, i film di François Truffaut, il buon cibo, le città europee e, soprattutto, il viaggio inteso come modo per scoprire e confrontarsi con realtà diverse.

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