Rifiuti, come ridurli e perché la plastica nuoce alla salute della terra e dell’umanità

Ho più volte accennato al mio impegno a favore della sostenibilità e in modo particolare dell’ecosostenibilità. Non sono mai entrata nei dettagli spiegandovi cosa sto facendo per vivere in modo più ecosostenibile. Oggi vi illustrerò i miei primi timidi passi verso la sostenibilità perché – come più volte ho affermato – tutto deve avvenire gradualmente siccome quando si cambia in modo dirompente è facile che poi si molli del tutto. Si dice che ci vogliano ventuno giorni per acquisire una nuova abitudine. Una alla volta, però. Altrimenti ci stressiamo. Ma prima di raccontarvi come la mia vita in tal senso stia cambiando vi fornisco un po’ di materiale per approfondire la spinosa questione dei rifiuti e delle sostanze tossiche, che questi – se non ben smaltiti – possono rilasciare.

Sicuramente l’impatto dei rifiuti sull’ambiente è notevole, la plastica poi si deteriora in centinaia di anni e mai del tutto. Molte persone pensano che uno stile di vita più sostenibile sia una moda, una fanaticheria, e non una necessità impellente. Eppure noi siamo parte della Natura, non i padroni. Ciò che gettiamo nell’ambiente senza alcuno scrupolo ci ritorna negativamente entrando nel nostro sangue e di conseguenza diventa parte di noi rendendoci ciò che siamo e soprattutto condizionando il nostro umore, la nostra vita.

come ridurre i rifiuti plastica fa male

La società dei consumi incentiva al contrario la corsa agli acquisti facendoci credere che il nostro valore aumenti se possediamo più cose. E` vero il contrario. Lo dimostra il fatto che le malattie psicologiche e neurologiche oggi sono in aumento. Disagi come la depressione e gli attacchi di panico erano rari un tempo. Nell’era contemporanea sono molto diffusi. Non è l’esterno che ci gratifica bensì i nostri bisogni intrinsechi.

Ma perché sentiamo forte la necessità di così tanti beni materiali? Quale emozione non ci permettiamo di esprimere? Pensiamo che le cose possano davvero renderci felici?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il 25 per cento delle malattie negli adulti e il 33 per cento nei bambini sono dovuti a fattori ambientali inevitabili. Purtroppo non c’è la consapevolezza anche da parte dei Governi e delle Istituzioni che l’ambiente non è qualcosa al di fuori di noi. Le sostanze tossiche entrano in noi attraverso l’aria, l’acqua, il cibo e la cute. La plastica, insieme ai metalli pesanti, ai pesticidi, al particolato, ai solventi e alla diossina (sostanza prodotta anche dalla plastica quando questa viene bruciata), inquina i nostri corpi. In che modo? Vediamo.

Il nostro organismo non ha fatto in tempo, in 70-80 anni di industrializzazione selvaggia, ad adattarsi al moderno stile di vita e reagisce con malattie quali il cancro, la sindrome da stanchezza cronica, l’elettrosensibilità, le allergie, la sclerosi laterale amiotrofica, le malattie autoimmuni, l’Alzheimer, il Parkinson… Senza contare le patologie, causate direttamente dalla sedentarietà e dall’alimentazione scorretta, come il diabete e l’ipertensione per esempio.

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Uno dei problemi più impellenti da risolvere è l’eccessiva produzione di plastica che purtroppo inquina i nostri mari. Si calcola infatti che in un anno si produce nel mondo 8milioni di tonnellate di plastica e più dell’80 per cento della plastica prodotta finisce negli Oceani, di conseguenza arriva nella catena alimentare giungendo sino a noi.

La plastica a contatto con gli agenti atmosferici si trasforma in microplastica che si lega a sostanze tossiche finendo nella flora e nella fauna oceanica. L’oceano, con i suoi bacini, è un unico organismo e, come sottolinea Franco Borgogno nel libro Un mare di plastica, somiglia al nostro cuore. I laghi e i fiumi sono le arterie e le vene. Senza il cuore non ci sarebbe vita. L’oceano è il cuore pulsante del pianeta e, se non si agisce tempestivamente, rischia di morire poco alla volta.

Come si evince nel documentario A Ocean Plastic – che vi consiglio di vedere, lo trovate su Netflix – la plastica ha attività estrogenica cioè rilascia ormoni che si comportano come gli estrogeni. Tutto ciò nella pratica cosa significa? Queste sostanze interferiscono con il funzionamento del nostro sistema endocrino, causando malformazioni nel feto, infertilità e alcune patologie come il cancro alla prostata e il tumore al seno.

Il documentario ci mostra come la nostra salute e quella dell’intero pianeta siano collegati. Se sta male la natura stiamo male anche noi. La Natura però si adatta e si evolve come dimostrano miliardi di anni di evoluzione ma noi saremo capaci di fare altrettanto? Non credo.

Le associazioni ambientaliste si battono con petizioni e campagne per sensibilizzare i governi e l’opinione pubblica ma ciascuno può avviare una piccola rivoluzione diventando un esempio di sostenibilità cominciando a ridurre i rifiuti, in particolare quelli di plastica.

Cosa sto facendo quindi io nello specifico? E cosa mi prefiggo di fare nei prossimi mesi?

  1. Faccio la raccolta differenziata
  2. Ho acquistato un filtro che installerò al rubinetto della cucina per purificare l’acqua. In questo modo attutisco l’impatto ambientale delle bottiglie di plastica
  3. Ho acquistato una borraccia che uso al posto della bottiglia di mezzo litro di plastica che tengo in borsa e a breve comprerò anche un bottiglia di metallo più piccola
  4. Uso pannolini per il mio bambino biodegradabili
  5. Uso assorbenti in cotone biologici biodegradabili
  6. Ho comprato delle buste di tela per la spesa da usare al supermercato e dal fruttivendolo
  7. Non uso più piatti e posate di plastica. Mi auguro di eliminare anche i tovaglioli di carta
  8. Ho cominciato da poco a comprare fazzolettini per il naso biodegradabili  
  9. Compro verdura e frutta sfusa (anche se per il biologico c’è l’obbligo dell’imballaggio)
  10. Cerco di non acquistare abiti della fast fashion privilegiando i piccoli artigiani

Cosa spero di fare entro un anno

  1. Creare una compostiera da usare come fertilizzante (vivo in campagna circondata da un uliveto)
  2. Sostituire gradualmente tutti gli utensili di plastica con quelli di metallo e vetro

Sono davvero piccolissime azioni che però messe insieme potrebbero fare la differenza. Spero di poter lasciare a mio figlio un mondo migliore trasmettendogli l’amore per la natura che sin da piccola mi contraddistingue. (articolo di Maria Ianniciello, naturopata e giornalista)

Per approfondimenti

Un Mare di Plastica
Gli sconvolgenti risultati di una missione scientifica attraverso il passaggio a Nord Ovest
€ 15,00

Il documentario A Ocean Plastic: https://plasticoceans.org/about-film/

Il video di Marco Mengoni contro la Plastica negli Oceani: https://www.youtube.com/watch?v=963mPQXAnGE

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Mi chiamo Maria Ianniciello (o meglio Maria Carmela Ianniciello). Carmela spesso lo perdo per strada. Ho una laurea in Lettere e sono giornalista dal 2007 (sono iscritta nell'elenco dei pubblicisti). Dopo una lunga gavetta giornalistica in televisioni e giornali irpini sia online che affline, curo dal 2008 il portale www.culturaeculture.it, da me fondato. In Cultura & Culture dal 2012 al 2018 ho coordinato redattori da ogni angolo d'Italia e mi sono occupata di cinema, libri, lifesyle, attulità e benessere. E` stata una grande esprienza umana e professionale. Poi una piccola pausa e la ripresa delle pubblicazioni il 19 agosto 2019. A gennaio 2016 mi sono iscritta alla Scuola di Naturopatia dell'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica diplomandomi nel dicembre 2018. Da aprile a giugno ho frequentato il Master in Psicosomatica sempre presso l'Istituto Riza. Nel frattempo ho avuto un bambino di nome Emanuele. Sono sposata con Carmine e amo la mia famiglia per la quale farei follie. Come farei follie per questo lavoro (il giornalismo intendo) che adoro. La Scuola di Naturopatia mi ha permesso di ritrovare me stessa, i miei tempi, la mia vita. Mi ha fatto scoprire il dono della maternità e della femminilità. Oggi sono una persona più completa e più equilibrata. Ma sempre in costante evoluzione. Oggi mi dedico come giornalista ai libri e al cinema in Cultura & Culture e sul mio canale YouTube Marica Movie and Books.

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