A Milano si presenta “L’arte in guerra” di Sergio Romano

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9,00 euro – 88 pagine

Passeggiando per le sale del Louvre, ci accorgiamo subito che molti dei capolavori custoditi non sono francesi. Come mai? L’Arte e la guerra: un binomio indissolubile. Uomini come Napoleone e come Hitler hanno invaso con le loro truppe territori e fatto compiere razzie di opere d’Arte non solo per il loro valore inestimabile, ma anche perché cancellando la cultura di quel popolo se ne eliminava l’identità, la memoria storica. Oggi come ieri. La prima preoccupazione dei dittatori è quella di mettere a rogo libri, dipinti e manoscritti considerati proibiti proprio perché potrebbero suscitare, se letti o visti, una reazione nelle genti sottomesse. L’ignoranza è la matrice di tutte le dittature.  Sergio Romano affronta questi ed altri argomenti in una nuova pubblicazione dal titolo appunto “L’arte in  guerra”, edita da Skira. Il giornalista del Corriere della Sera e storico ripercorre i secoli per raccontare i momenti in cui l’Arte ha divuto “fare la guerra“, diventando, a seconda dei casi, preda o addirittura martire.  Il libro di Romano sarà presentato lunedì 7 aprile a Milano, alle 18, presso la Sala della Passione di Palazzo di Brera. Interverranno con l’autore il Soprintendente e Direttore della Pinacoteca, Sandrina Bandera, Lutz Klinkammer dell’Istituto Storico Germanico di Roma, e il giornalista Marco Carminati.

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Autore dell'articolo: Carla Cesinali

Carla Cesinali
Carla Cesinali su Cultura & Culture si occupa di politica, di spettacoli, di arte.

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