Violenza sulle donne, quando lo yang domina sullo yin

Il 25 novembre è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, istituita per sensibilizzare l’opinione pubblica su una problematica purtroppo attuale e in aumento. Parlarne è importante, manifestare anche, ma il concetto che, bisogna per forza lottare per risolvere una criticità, di per sé non fa altro che aumentarla, poiché tutto ciò che è negativo è percepito dall’inconscio come positivo. Se si dice a un bambino di non fare una determinata cosa, state pur certi che lui la farà. L’espressione “lottare contro la violenza sulle donne” evoca nella nostra mente l’immagine della violenza che si materializza nella realtà. Madre Teresa affermava: «Non chiedetemi di partecipare a una manifestazione contro la guerra». Secondo voi perché?

Come va affrontata e risolta, dunque, la problematica della violenza sulle donne? Per me la strada è una sola: è fondamentale rivalutare il concetto di femminilità e porci alcune domande sul senso della nostra vita. Ci hanno insegnato giustamente a batterci per i nostri diritti, ma mentre lottavamo, abbiamo dimenticato che emancipazione è libera espressione del Sé. Ci siamo adeguate a un sistema di lavoro di tipo militare, concepito dagli uomini per gli uomini, snaturandoci e dimenticando che, solo partendo dalla nostra femminilità, possiamo progredire e dare il meglio di noi stesse sul lavoro e in ogni altro ambito. Cosa c’entra, quindi, tutto questo con gli abusi che le donne subiscono tra e fuori le pareti domestiche? Moltissimo. Riscoprendo il nostro grande potenziale di creature che hanno il dono non solo di procreare ma anche di partorire nuove idee possiamo educare i bambini, maschi e femmine, al rispetto e all’amore. Una donna consapevole non concepisce il senso di colpa e si tiene lontana dalla violenza, perché sa scegliere con cura il proprio compagno. Una donna consapevole vive nella fiducia e nella libertà di espressione. Una donna consapevole cerca la pace prima dentro se stessa e poi al di fuori.

Uomini e donne sono la faccia della stessa medaglia, sono esseri complementari, perché non esiste il maschile senza il femminile sul pianeta. Christiane Northrup nel suo meraviglioso libro “Madre e figlie. Costruire un legame fondamentale per la salute fisica ed emotiva” (Urra) parla di due energie, yin e yang, concepite dalle culture orientali, in particolare dal Taoismo. Lo yang è un’energia associata all’elemento maschile che se non è equilibrata dallo yin è utilizzata per dominare e controllare gli altri.

Lo yin è invece il potere femminile dell’attesa e della fede che tutto sa ma un eccesso di questa energia ci porta a essere passivi, poco motivati. I maschi e le femmine d’uomo, per vivere bene, dovrebbero raggiungere un equilibrio che solo l’amore vero può sintetizzare. Per fare questo, però, uomini e donne dovrebbero riscoprire e riconoscere il rispettivo potenziale creativo, presente in entrambi i sessi. Le teorie che, per sopravvivere gli esseri viventi debbano lottare, non sono mai state confermate e perciò sono definite ancora teorie.

Esiste un potere dentro di noi che fa battere il cuore delle donne e degli uomini all’unisono da millenni. E` il potere della scelta, della scoperta del Sé e della libera condivisione. Per crescere e migliorare, è necessario interiorizzare questi concetti, poiché un bambino con un cuore colmo d’amore non sarà mai da adulto portatore di violenza.

Maria Ianniciello

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Autore dell'articolo: Maria Ianniciello

Maria Ianniciello
Naturopata ad indirizzo psicosomatico. Aromaterapeuta. Diplomata in Naturopatia presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica. Lavora sia in gruppo che individualmente con consulenze naturopatiche e sedute di aromaterapia. Giornalista pubblicista. Scrive di benessere, aromaterapia, motivazione al femminile, LifeStyle. Ama la Cultura, in particolare il cinema. Lettrice vorace. Si è laureata in Lettere nel 2005 presso la Seconda Università di Roma con il massimo dei voti.

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