Chirurgia estetica: sì o no?

Oggi vi parlo di Chirurgia estetica. Premetto che non voglio demonizzarla, perché a volte chi ricorre ai bisturi lo fa per necessità. Pensate per esempio alle vittime degli incidenti stradali: Paola Turci in più interviste ha parlato del suo dramma e di tutti gli interventi che ha dovuto subire dopo l’incidente automobilistico. O pensate a chi magari ha un setto nasale talmente deviato da impedire la respirazione corretta e quindi è causa di tutta serie di problematiche collaterali. Io non mi riferisco a queste situazioni, vi parlo piuttosto di chi pur avendo un aspetto gradevole decide di ricorrere ai bisturi non solo per correggere alcuni presunti difetti ma soprattutto per apparire sempre giovani. Ho usato la parola apparire non a caso. Difatti è l’apparire che conta, non l’essere, perché chi sta bene con se stesso in genere ama e rispetta il proprio corpo così com’è accettando anche l’invecchiamento che è una condizione naturale.

La vecchiaia toglie alcune cose eppure ne dà molte altre, se non sappiamo coglierle vuol dire che viviamo in balia dei giudizi esterni e soprattutto interni. La scienza sta facendo passi da gigante e, come dimostra il nuovo documentario sui traguardi scientifici condotto da Morgan Freeman e in onda sulle reti Sky, si vuole addirittura trovare nell’elisir della giovinezza perenne per sconfiggere la morte. Il nostro pianeta ricicla tutto e la morte biologicamente rientra in questo processo affascinante. La Terra è strutturata per ospitare un certo numero di persone, non di più. Quindi abbiamo dei limiti e la Natura non ha fatto nulla a caso. Vedere l’invecchiamento e la morte come uno stato naturale ci permette di vivere appieno e quindi di cogliere la bellezza anche in quelle rughe.

Chirurgia estetica

In Naturopatia esiste l’estetica naturale e olistica. Ogni ruga porta con sé un messaggio profondo ed è espressione della nostra vita. Un volto scolpito è privo di vitalità, ed è come una maschera che ci fa apparire ridicoli, artificioso, poso espressivi. Eppure in Italia gli interventi di chirurgia estetica crescono tanto che il nostro Paese si colloca in questo settore al nono posto nel mondo. Il disagio che porta persone apparentemente ‘perfette’ a sottoporsi più e più volte a interventi spesso invasivi si chiama Dismorfofobia e colpisce il 2 per cento della popolazione, soprattutto le donne. Ed è lo stesso fenomeno che sta alla base dell’anoressia nervosa. Un fenomeno che non può essere sottovalutato. Queste persone si sentono amate solo se belle, quindi l’accettazione del Sé è una condizione esterna non interna… Farsi aiutare è il primo passo per riprendere consapevolezza del proprio corpo e amarlo così…

Autore dell'articolo: Redazione

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