Gomorra 3 – la serie: recensione

In Gomorra 3 – la serie si percepisce un senso di pietas, reso evidente dal sottofondo musicale quasi nostalgico che scandisce le scene di sangue oppure i rari istanti di intimità familiare. Sì, hai capito bene ho usato proprio la parola pietas per indicare quel sentimento di compassione che potremmo provare verso i carnefici, sicuramente vittime di altre vittime. Ricordate don Rodrigo sul letto di morte? La pietas avvolge le pagine dei Promessi Sposi facendoci capire che anche per i cosiddetti ‘cattivi’ ci potrebbe essere il perdono divino previo pentimento.

Gomorra 3 – la serie

Eppure in questi nuovi episodi non c’è la distinzione tra buoni e cattivi perché la macchina da presa ci catapulta, senza mezzi termini, nel regno del male così come era accaduto in precedenza ma nella nuova serie si gioca ancor di più di astuzia. I morti ci sono. Le sparatorie, anche! Però qualcosa è cambiato: adesso prevale la logica più che l’impulso fine a se stesso siccome il prezzo da pagare è ancor più alto. Padri contro figli. Vecchie generazioni di boss  – che somigliano al Padrino della famiglia Corleone – contro le nuove leve, giovani assetati di sangue, vendetta e desiderio di rivalsa. Donne che vogliono farsi valere e che, per questo, si mostrano impavide come Schanel (Cristina Donadio) o Patrizia (Cristiana Dell’Anna), il personaggio più enigmatico di Gomorra 3 – la serie.

Patrizia, la donna di don Pietro, fa il messaggero, nulla di più, eppure sembra un moderno Iago non meno di come lo era stato Ciro Di Marzio (Marco D’Amore) nelle due serie precedenti. Nessuno si è pentito, almeno non ancora. Tutti giocano sporco. Tutti tramano alle spalle. Ma chi sarà il perdente? Fino a questo momento sembra proprio essere Enzo Sangue Blu (Arturo Muselli). Ciro lo ha trascinato nell’inferno più cupo mentre Genny ha un unico obiettivo: demolire i Federati per riappropriarsi di ciò che è suo di diritto. Per la sua famiglia lotta, si accanisce. Vittima della più efferata gelosia, Genny Savastano (Salvatore Esposito) fece uccidere il padre e adesso continua ad adottare gli stessi metodi senza alcun pentimento.

Gomorra 3 – la serie

Picchiato a sangue e confinato in quel di Secondigliano dal suocero, al quale non stava esitando a ‘fare le scarpe’, Genny non si dà per vinto. Chi la spunterà? Cosa accadrà a Ciro e soprattutto la guerra tanto temuta scoppierà una volta per tutte? E quale sarà il ruolo di Valerio, detto Vucabulà (Loris De Luna), tanto sottovalutato? Chi sarà la vittima e chi il carnefice in Gomorra 3 – la serie, che con la sua eccellente fotografia e la sceneggiatura ‘perfetta’ mi ha convinto anche stavolta. Adesso non ci resta che gustarci il tanto atteso finale, che andrà in onda il 22 dicembre alle 21.15 su Sky Atlantic HD.

RESTA AGGIORNATO!

ISCRIVITI GRATIS ALLA NEWSLETTER SETTIMANALE GRATUITA SUI LIBRI, SUI FILM, SULLE SERIE TV, SUI DOCUMENTARI

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Commenti

commenti

Maria Ianniciello

Giornalista culturale. Podcaster. Scrivo di cultura dal 2008. Mi sono laureata in Lettere (vecchio ordinamento) nel 2005, con il massimo dei voti, presso l'Università di Roma Tor Vergata, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla Guerra del Vietnam vista dalla stampa cattolica italiana. Ho lavorato in redazioni e uffici stampa dell'Irpinia e del Sannio. Nel 2008 ho creato il portale culturaeculture.it, dove tuttora mi occupo di libri, film, serie tv e documentari con uno sguardo attento alle pari opportunità e ai temi sociali. Nel 2010 ho pubblicato un romanzo giovanile (scritto quando avevo 16 anni) sulla guerra del Vietnam dal titolo 'Conflitti'. Amo la Psicologia (disciplina molto importante e utile per una recensionista di romanzi, film e serie tv). Ho studiato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica il linguaggio del corpo mediante la Psicosomatica, diplomandomi nel 2018 in Naturopatia. Amo la natura, gli animali...le piante, la montagna, il mare. Cosa aggiungere? Sono sposata con Carmine e sono mamma del piccolo Emanuele

Lascia un commento