Ma mente e corpo sono davvero separati? Ecco la visione Psicosomatica

«E’  la teoria che determina ciò che vediamo». A dire questo non è un filosofo ma il più grande scienziato del 21 secolo: Albert Einstein. Le nostre credenze ci spingono a credere ad alcune cose anziché ad altre…. a stabilire ciò che è reale da ciò che non lo è.

Oggi la Medicina ci ha imposto di credere che la mente sia separata dal corpo, che le malattie organiche non possono essere influenzate dalla psiche. Un disturbo deriva, quindi, da infiammazioni, lesioni, virus, alterazioni genetiche ma in nessun modo la nostra psiche e dunque le nostre emozioni possono influenzare tali disturbi.

Tale approccio riconosce l’essere umano non più come qualcosa di unico ma come un esemplare omologato, in cui uno stesso sintomo o una stessa malattia abbia il medesimo significato.

Sono indiscutibili i progressi della Medicina tuttavia allo stesso tempo considerare l’approccio psicosomatico come inutile in molti casi non aiuta nella risoluzione di tanti disturbi e ha come finalità quella di creare nell’uomo una dipendenza da fattori esterni, come i farmaci per esempio, privandolo così della sua libertà e della sua naturale capacità di raggiungere una condizione di benessere.

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© Guido Vrola – Fotolia.com

Mente sana in corpo sano…

Gli antichi Romani sapevano che una mente sana favorisce un corpo sano e oggi, dopo 2000 anni, questa tesi non è più valida: mente e corpo sono due entità separate. Un po’ come se il ghiaccio e l’acqua venissero considerati due mondi diversi semplicemente perché si trovano in uno stato diverso.

I ritmi moderni di vita sono imposti dalla società e inoltre il nostro modo di rapportarci al mondo è condizionato dalle opinioni esterne. Per questo motivo perdiamo la nostra naturalezza, fingiamo un po’ tutti di essere qualcosa che non siamo e seguiamo percorsi di vita diversi da quelli per cui siamo venuti al mondo.

Tutti i disagi che il corpo fa emergere sono, secondo la visione Psicosomatica, un campanello d’allarme e un invito a fermarci per capire in che modo stiamo vivendo e chi siamo realmente. Questa capacità del corpo di mandare dei segnali per indicarci che qualcosa non va nella nostra vita si annulla nella Medicina moderna.

 Siamo abituati a utilizzare pillole per non provare dolore e per stare meglio immediatamente con l’unico scopo di continuare a seguire quei ritmi che sono alla base del problema alimentando il circolo vizioso. Diventiamo così delle macchine sulle quali bisogna intervenire in maniera meccanica mentre invece siamo qualcosa di molto più profondo.

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L’ascolto del corpo in psicosomatica

Esiste un conflitto interno che non va messo a tacere con pillole perché emergerà ancora più forte, bisogna imparare ad ascoltare il corpo e comprendere cosa voglia dirci. Purtroppo tale approccio spaventa perché, per la maggior parte delle persone, pensare di non essere responsabili di quello che ci succede è molto più comodo e semplice.

Dover apparire per quello che si è in realtà, abbandonando la maschera indossata, comporterebbe un cambio esistenziale che a molti spaventa ma è l’unica via da seguire se si desidera stare bene davvero. Veniamo al mondo per essere quello che siamo e il corpo ci indica la strada. La vita è sacra ed è un dono da non sprecare seguendo qualcosa che non ci appartiene… (Carmine Caso, naturopata e personal coach)

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Autore dell'articolo: Carmine Caso

Carmine Caso
Carmine Caso è naturopata diplomato presso l'Istituto Riza di Medicina Psicosomatica e specializzato in Lettura del corpo in Psicosomatica. Esercita in Campania come naturopata e personal coach. Ama il Cinema, l'Arte e la lettura. Su Cultura & Culture gestisce la rubrica/blog "Migliora la tua vita", uno spazio dedicato al miglioramento personale.

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