La voce della coscienza

la-voce-della-coscienzaUna delle cose più difficili è capire se stessi e ascoltare la voce della coscienza; crediamo di conoscere bene le persone che frequentiamo o i nostri parenti, ma la cosa più importante e più complessa è conoscere se stessi. Più volte ho scritto che quello che appare nella nostra vita è una manifestazione di ciò in cui crediamo; le persone che incontriamo o le cose che ci succedono vogliono farci crescere; strano a dirsi: sono le cose più difficili da accettare che ci fanno evolvere e che c’insegnano qualcosa di veramente significativo. Nella vita o si vince o s’impara e aprirsi all’apprendimento è una dote da coltivare sempre. Capire noi stessi è così difficile perché raramente diamo ascolto alla nostra coscienza che sa come siamo fatti; reagiamo agli eventi con stupore, spesso con rabbia, quando essi sembrano non essere in linea con i nostri bisogni. Al contrario, quando ascoltiamo la voce della coscienza, siamo più ricettivi. In altre parole sappiamo quello che va fatto e quello che non dobbiamo fare, sappiamo quali decisioni prendere e quali no, evitiamo i compromessi e di fare cose che non sentiamo buone. Spesso sento dire che alcuni individui non hanno una coscienza. Non è così. In realtà, a volte succede di ignorare ciò che la coscienza ci suggerisce di fare. Quando questo accade, non ci sentiamo tranquilli perché la nostra voce interiore si fa sentire fino a quando nella nostra vita si manifesta l’effetto dell’azione che la nostra coscienza ci diceva di non fare. L’uomo ha come bisogno vitale quello di essere felice, ma il più delle volte fa cose che non lo rendono tale andando contro la sua vera natura perché trascura la voce della coscienza. Nella vita non ci sono scorciatoie, tutto procede secondo precise linee e non esiste casualità, noi esseri umani abbiamo la fortuna di avere al nostro interno una specie di navigatore nascosto che sa ciò che va fatto; bisogna seguirlo altrimenti si finisce per perdersi e non trovare più la strada di casa. Le esperienze rafforzano i nostri muscoli interiori per farci affrontare meglio il viaggio che si chiama Vita; il nostro cuore può dirci dove è giusto che ci dirigiamo. L’errore ci insegna che non abbiamo capito come siamo realmente fatti e che alcune cose devono essere realizzate diversamente; cioè gli sbagli ci consentono di evolverci se cambiamo atteggiamento verso le cose o le persone. Ho imparato che paragonarci a una quercia è un errore che può costare caro, perché, per quanto forte possa essere, anche l’albero più resistente può cedere; al contrario è importante essere come una canna che tende a piegarsi, ma non si spezza mai, nonostante le intemperie perché essa è flessibile e si adegua alle situazioni. Anche noi possiamo con un po’ di impegno  adattarci alle situazioni, cambiando punto di vista e rimanendo fedeli ai nostri valori e a quello che sentiamo di Essere. In che modo? Ascoltando la voce della coscienza.

Carmine Caso

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Autore dell'articolo: Carmine Caso

Carmine Caso
Carmine Caso è editore di Cultura & Culture. Dopo la maturità scientifica, si è laureato in Conservazione dei Beni Culturali al Suor Orsola Benincasa (Laurea Vecchio Ordinamento). Naturopata in formazione presso l'Istituto Riza. Ama il Cinema, l'Arte e la lettura. Su Cultura e Culture gestisce la rubrica/blog "Migliora la tua vita", uno spazio dedicato al miglioramento personale.

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