ROBERTO SAVIANO TORNA IN TV E COMMUOVE CON LA STORIA DI MICHEL PETRUCCIANI

Foto: robertosaviano.it ©Bar­bara Silvestri

Due anni dopo Vieni via con me Roberto Saviano torna in tv a Che tempo che fa in onda in prima serata su Rai 3. Il tradizionale talk show di Fabio Fazio, in onda di domenica per nove anni consecutivi, si sposta al lunedì e propone una sintesi delle esperienze e dei nuovi percorsi televisivi compiuti da Fazio e Saviano. L’autore di Gomorra racconta con il suo solito tono asciutto le recenti vicende di attualità, affrontando un tema che commuove il pubblico presente in studio e quello a casa, facendo riflettere su problematiche di estrema importanza. Partendo dal commento delle prestazioni dei nostri atleti alle recenti paralimpiadi e raccontando la storia del celebre pianista Michel Petrucciani, Roberto Saviano affronta il tema della disabilità mettendo in luce la riduzione della spesa per le politiche sociali avvenuta negli ultimi anni.

«Ha colpito tutti la vicenda dei soldi sprecati alla Regione Lazio e in generale gli sprechi della politica, cene, viaggi, gioielli», dice.E poi mette a confronto due grafici, quello dei rimborsi per i politici e quello della spese per le spese, sempre della regione Lazio. Nel primo grafico ci sono picchi impressionanti, nel secondo le statistiche sono in caduta libera, segno della riduzione dei fondi in favore dei disagiati, diminuiti di un decimo in meno di 4 anni, in particolare quelli per gli aiuti ai diversamente abili.

«Tagli che non hanno fatto notizia, forse perché sembrano riferirsi ad una umanità a parte, lontana e distante. Invece le 28 medaglie dei nostri atleti alle Paraolimpiadi di Londra hanno mostrato tutt’altro. C’è un’Italia che non si arrende e riesce a vincere, un’Italia in cui riconoscersi. In una fase come questa dove tutto sembra impossibile e incurabile, bisogna guardare al mondo dei diversamente abili ma non per sentirsi fortunati per come si è ma perché loro insegnano che niente ti è dato, che nulla è scontato e che se ti rassegni non c’è vita». Nella sua voce non c’è pietismo, né sentimentalismo. Ma la crudezza con cui evidenza i fatti è ancora più straziante e commovente delle belle parole, facendo salire i consensi verso il giornalista, a cui non è mai mancato il coraggio di denunciare, anche mettendosi contro i potenti, siano essi della camorra o della politica. E ciò che stupisce è ancora una volta la lucidità di Saviano nel raccontare i fatti, partendo da lontano ma portando esempi concreti che aiutano ad entrare nei problemi e a comprenderne fino in fondo la gravità.

In chiusura del suo intervento, Saviano racconta del famoso pianista jazz, Michel Petrucciani, che non ha mai superato il metro di altezza a causa di una terribile malattia, l’osteogenesi imperfetta nota come sindrome delle ossa di cristallo. Eppure, Petrucciani è riuscito a superare la sua disabilità e ad affermarsi come grande pianista, divenendo esempio della forza di volontà che può cambiare le cose. Questa vicenda appare quanto mai lontana dalla questione Lazio, ma Saviano vuole ancora una volta dimostrare che investire sul talento, quello che rinasconde dietro un’apparente diversità, è fonte di successo e di prestigio, proprio come accaduto con gli alteti alle Paralimpiadi.

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