10 giugno 2012
Nunziante Minichiello (60 articles)
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QUESTA STRADA NON S’HA DA FARE

© alisonhancock - Fotolia.com

Intelligenza geniale di Vanvitelli e sua opera di civiltà, il “vialone”, che forse voleva collegare superbamente e grandiosamente Napoli a Caserta, ignorate da menti inadeguate ed affossate da cementificazione irriguardosa di natura e di bello, dicono chiaramente che grandi menti non portano che piccoli vantaggi e grandi vanterie a comunità incapaci di capirle appieno. Anche per questo in società, pur dette democratiche, ma nella sostanza conservatrici, opere pubbliche e grandi lavori diventano giochi di interessi, questioni di potere e pure inutili esercitazioni di ingegneria, che propaganda chiama servizi: progetti, realizzati, a prescindere da qualità ed utilità, come dimostrano, per rimanere ancora in Campania, che non è l’unica regione a rifare lavori, se non malfatti, pensati ed attuati con parecchia leggerezza, l’autostrada Napoli Bari, non sempre sicura, e la ferrovia Napoli Bari, che rende più accesa la discussione sul lavoro. Sarà pure panoramico, ma nuoce a scienza, a tecnica e ad economia portare per i monti, ridotte a mulattiere da ottanta km all’ora, autostrade, come la Baiano Avellino ovest, che non dovrebbe essere stato difficile pensare di realizzare in galleria. Della ferrovia Benevento Bari sentii dire parecchi anni fa negli uffici delle Ferrovie dello Stato, forse ancora esistenti in viale Carlo III a Caserta, che i lavori, senza opportuni interventi, si sarebbero fermati a Benevento: ne riferii al sindaco dell’epoca di Grottaminarda, comune, allora come ora, penso, interessato all’opera. Osservato che costituzionalmente i rappresentanti del Popolo non sono eletti tanto per parlare o per recitare parti studiate, viene spontaneo domandarsi: a quali logiche vere, concrete e mai svelate rispondono i provvedimenti politici, di cui opere pubbliche, piccole e grandi, sono espressioni concrete? Deleteria tendenza a partigianeria induce i cittadini a cercare idoli e padroni, allontanandoli da veri, costituzionali e civici doveri e distraendoli da diritti privati e pubblici, che in conseguenza si attendono come graziose concessioni, tipiche dei reami. Chi si lamenta dell’andazzo e della crisi cominci a pensare da uomo, da cittadino e da lavoratore: libertà, democrazia, sovranità, parità, solidarietà, diritto e benessere sono propri dei popoli che se li guadagnano sul campo.

Nunziante Minichiello

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"Distribuisco cultura, quella che mi ritrovo, e cose che servono. La cultura è gratis; le cose che servono costano, ma a volte costano meno che altrove. Nei miei voti è la buona fortuna di tutti quanti". Questo è il motto di Nunziante Minichiello che su Cultura e Culture firma la rubrica "Il Terrone che non ci sta", riflessioni sul Mezzogiorno e sull'Italia, in generale, gli editoriali e alcuni articoli di attualità.

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