E’ morta Virna Lisi: la vita e i film dell’attrice dalla bellezza senza tempo

Virna Lisi da giovane Non solo il mondo del cinema ma l’Italia intera piange oggi la scomparsa di Virna Lisi. Ci ha lasciato all’età di 78 anni uno dei volti più noti del mondo dello spettacolo italiano. Come la sua collega, Sandra Mondaini che morì a pochi mesi di distanza dal suo amato Raimondo Vianello, pare che l’attrice marchigiana non abbia resistito al dolore per la scomparsa del marito Franco Pesci. I due erano sposati da 53 anni quando l’uomo è venuto a mancare a causa di una grave malattia. Dice addio a entrambi il figlio Corrado, nato nel 1962 che li aveva resi nonni di tre nipotini. Nata l’8 novembre del 1936, Virna Lisi iniziò la sua carriera di attrice all’età di soli 14 anni, nonostante il parere contrario del padre.

Da allora è cominciata la sua scalata verso il successo, la costruzione di una carriera piena di riconoscimenti nel corso della quale si è saputa districare come poche altre attrici della sua generazione tra le commedie, il cinema d’autore, il teatro, gli impegni internazionali e la fiction televisiva. Nel 1955 la troviamo nel film Lo Scapolo, dove recita al fianco di Alberto Sordi e Nino Manfredi mentre nel 1958 è protagonista di Totò, Peppino e le fanatiche. Dalla metà degli anni Sessanta, dopo varie commedie all’italiana di successo, inizia a cimentarsi nelle produzioni straniere, soprattutto francesi, al fianco di attori del calibro di Alain Delon. Dopo aver rifiutato la parte di bond girl al fianco di Sean Connery, la Lisi non seppe resistere al richiamo di Hollywood che era alla ricerca dell’erede di Marilyn Monroe e firmò un contratto di sette anni con la Paramount trasferendosi a Los Angeles con tutta la famiglia.

Una scena del film La cicala
Una scena del film La cicala

Tra i grandi registi dai quali è stata diretta ricordiamo Mario Monicelli in Casanova ’70, Liliana Cavani in Al di là del bene e del male e Sergio Corbucci ne Il giorno più corto. Il film con il quale oggi abbiamo deciso di ricordarla è La cicala, l’ultimo di Alberto Lattuada e in assoluto uno dei più validi che nel 1980 le valse il David di Donatello come migliore attrice protagonista.

Nella pellicola Virna Lisi interpretava con grande intensità il ruolo di Wilma Malinverni, una donna prossima all’anzianità dopo anni di prostituzione che fa la cantante presso la “Palma d’oro” di Ermete. Una volta licenziata, alla donna non rimane più niente se non le attenzioni della sua unica ammiratrice, una zingarella soprannominata “La Cicale”. Un film struggente per il quale la nota attrice fu costretta a ingrassare più di otto chili ma che gli consentì di guadagnare anche la stima di coloro che l’avevano considerata da sempre solo e soltanto una bella donna.

Virna LisiAl contrario Virna Lisi ha dimostrato negli anni una straordinaria capacità interpretativa, una grande intensità drammatica oltre a una classe fuori dal comune. Negli ultimi anni si è reinventata, tra il cinema e la televisione, nel ruolo di madre e di nonna. L’abbiamo vista nel pregevole affresco familiare di Cristina Comencini ne Il giorno più bello della mia vita e successivamente in varie fiction come Caterina e le sue figlie e L’onore e il rispetto che ci hanno restituito l’immagine di una donna che non ha mai avuto problemi ad adattarsi ai cambiamenti del tempo. Solo pochi mesi fa piangeva davanti al suo pubblico televisivo la morte del marito, oggi siamo noi che piangiamo la sua ma il ricordo del suo talento, la sua bellezza e la sua eleganza rimarranno indelebili nella nostra memoria. Una vita, quella di Virna Lisi, vissuta con garbo e discrezione, come solo una grande donna e professionista sa fare.

Rosa Maiuccaro

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Autore dell'articolo: Rosa Maiuccaro

Appassionata di cultura, sport e scrittura fin dalla tenera età, sto lavorando affinché le mie passioni possano diventare un lavoro a tempo pieno. Come diceva Confucio: "Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita". Il cinema, la lettura, il teatro e la danza mi hanno cambiato la vita. Ho scoperto un mondo in cui non ci si sentiva mai soli e dove era possibile essere davvero se stessi. Tramite la mia scrittura, tento di dare accesso a quel mondo favoloso al maggior numero di persone possibili. Per il resto, come sosteneva Fellini, è la curiosità che mi fa svegliare la mattina.

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