Milano, Siddharta: dal libro al musical

Siddharta – Il Musical in scena a Milano

Siddharta arriva a Milano. Il musical sarà in scena dal 2 al 5 febbraio 2017 al LinearCiak. Lo spettacolo, dal 2013 – anno di nascita – a oggi si è evoluto conquistando a poco a poco il cuore del pubblico grazie all’impegno di Grace Alanis (produttrice della rappresentazione teatrale). L’ex modella messicana – che vive e lavora in Italia – ha portato l’azienda 100×100 Capri ad alti livelli mentre si accostava al Buddismo che le ha cambiato la vita. Grace si è impegnata fortemente per la realizzazione del musical, il cui messaggio è senza tempo e necessario – sostiene lei stessa – in un’epoca che ha messo da parte l’essere a vantaggio dell’apparire, rinunciando alla spiritualità e dimenticando che l’Amore muove ogni cosa.

Siddharta – Il Musical è distribuito da “Broadway International” ed è approdato in diverse città del mondo, come Parigi e Los Angeles. Lo spettacolo – che è diretto da John Rando – è scritto da Isabeau, Fabio Codega e Fabrizio Carbon. Le musiche sono a cura di Isabella Biffi, Fabio Codega e Beppe Carletti. A Milano la voce narrante sarà quella di Edoardo Costa che interpreta Siddharta anziano. Il musical è suddiviso in due atti, dalla nascita del protagonista sino all’illuminazione. Tra sogno e realtà, l’allestimento è costituito da un insieme di quadri che narrano una storia ricca di simboli, la quale potrebbe essere quella di tutti noi, perché in ogni essere umano c’è un potenziale Siddharta. Qual è, però, il messaggio del romanzo di Hermann Hesse che divenne un cult negli anni Sessanta per una generazione di giovani? Scopriamolo insieme.

Siddharta, dal libro di Hermann Hesse al musical

Hermann Hesse (1867-1962) scrisse il Siddharta nel 1922, in uno dei periodi più bui della storia, tra la prima e la seconda guerra mondiale. Fu attratto, come molti scrittori del suo periodo, dall’Esistenzialismo e, infatti, nel Siddharta, come in molte altre opere, il pensiero di Arthur Schopenhauer traspare in modo del tutto evidente soprattutto quando si accenna al velo di Maya. Gli Esistenzialisti si lasciarono ispirare dalle filosofie orientali, per le quali la realtà era solo parvenza, perché oltre ciò che vediamo, con i cinque sensi, c’è ben altro. Siddharta compie un viaggio in se stesso e alla fine trova la bellezza nella semplicità e non nella dottrina impartita dai saggi. Si lascia illuminare dal fiume e capisce che l’amore, tanto negato per tutta la vita, non è possesso ma è contemplazione del dolore, dell’odio, della sofferenza, dove ci sono elementi positivi perché il bene e il male non sono separati. Siddharta lascia le ricchezze materiali e si ricongiunge al Sé. Il libro di Hermann Hesse è un romanzo di formazione che contribuì, insieme ad altri capolavori (Gertrud (1910), Narciso e Boccadoro del 1930, ecc.), a far vincere allo scrittore tedesco nel 1946 il Premio Nobel per la Letteratura. Di seguito alcune fotografie e il promo di Siddharta – Il Musical in scena a Milano. Per info: www.siddharthathemusical.com.

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Autore dell'articolo: Carla Cesinali

Carla Cesinali
Carla Cesinali su Cultura & Culture si occupa di politica, di spettacoli, di arte.

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