Indivisibili: trailer del film, trama e recensione

Ricordate Daisy e Violet Hilton, le gemelle siamesi del classico horror Freaks diretto da Tom Browning nel 1932? Il regista Edoardo De Angelis sembra essersi ispirato ai protagonisti del grottesco mondo dei “fenomeni da baraccone” in bianco e nero per il suo nuovo film Indivisibili. “Sin dai tempi più remoti, tutto ciò che esulava dalla norma era considerato come un segno di sventura o una raffigurazione del male”, recitava il presentatore del circo degli orrori di Browning, ma in questo caso l’anormalità di Daisy e Viola, due sorelle siamesi attaccate a una coscia, è considerata un pretesto di santità per il parroco del paese, mentre i genitori le sfruttano come semplice fonte di guadagno. Siamo nei pressi di Castelvolturno, immersi in un paesaggio dove regnano il degrado e la desolazione, e due ragazze sognano la normalità dal momento in cui scoprono di potersi separare chirurgicamente per conquistare finalmente la propria indipendenza. La perdita della “straordinarietà” della loro condizione, tuttavia, non è considerata in modo positivo dai loro genitori che vedono solo la possibilità di perdere i loro affari, mentre il resto della comunità le celebra come creature sante per una forma eccessiva di fanatismo religioso. Infatti, gli ambienti ritratti nel film sono ricchi di richiami sacri esplicitamente kitsch e ogni inquadratura è invasa da immagini fluorescenti di Gesù, riproduzioni di Madonne dalle cover degli smartphone fino a poster colorati sulle pareti, e i vari personaggi pregano e sottolineano più volte una fede posticcia e teatrale. Le immagini della prima comunione di apertura ricordano il ritratto trash e colorato della famiglia protagonista del film Reality di Matteo Garrone, mentre l’umanità è rappresentata in una cornice grottesca come ne La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, con un nano allattato da una prostituta e una donna sovrappeso che imbocca un anziano ricco ed ambiguo su una barca a bordo della quale naviga un incubo ad occhi aperti.

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Come nel suo precedente Perez, Edoardo De Angelis in Indivisibili sceglie una fotografia graffiante e suggestiva che si alimenta di un paesaggio crudo nel suo realismo, specchio della storia e dei personaggi che portano le cicatrici delle loro scelte senza una distinzione manichea tra buoni e cattivi. I genitori delle due gemelle, interpretate magistralmente da Angela e Marianna Fontana, risultano responsabili del dolore delle loro figlie ma non apertamente colpevoli, come se gli sceneggiatori Nicola Guaglione e Barbara Petronio, avessero scelto di non giudicarli ma raccontare semplicemente la loro storia. Indivisibili è un film drammatico che analizza le conseguenze di una separazione viscerale, nel corpo e nell’anima, inseguendo un senso di normalità che punta verso il lieto fine.

De Angelis conferma il suo talento dietro la macchina da presa che ha dimostrato anche in Mozzarella Stories, lasciando tuttavia spazio di azione alle giovani protagoniste che sorprendono per l’espressività e la carica emotiva di un applaudito esordio sul grande schermo. Sembra che la telecamera sia sempre presente per riprendere i momenti fondamentali di un legame profondo disturbato dalla società, fino a uno slancio vitale che punta alla liberazione di due vite oppresse e comandate da terzi. La sceneggiatura è lineare ed essenziale, e aiuta il film a mantenere un ritmo sostenuto, pulito da inutili ripetizioni o pause narrative superflue. Indivisibili è una favola immersa nel reale che emoziona e coinvolge, analizzando in un modo nuovo e originale l’eterno conflitto tra bello e brutto, tra canonico e diverso, cercando di rompere quella gabbia di preconcetti che rischia di imprigionare Daisy e Viola in una vita vissuta solo a metà. Di seguito alcune fotografie di Indivisibili e il trailer.

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Autore dell'articolo: Letizia Rogolino

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